Lecco, 16 aprile 2018   |  

Anche a Lecco si manifesta per la pace in Medio Oriente

di Mario Stojanovic

Presidio davanti al Comune a sostegno dell'appello nazionale "Cessate il fuoco! Fermiamo le guerre in Medio Oriente"

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Piazza Diaz si è tinta questo pomeriggio con i colori della bandiera arcobaleno per manifestare in favore della pace in Medio Oriente. Un centinaio di lecchesi ha infatti risposto all'appello nazionale "Cessate il fuoco! Fermiamo le guerre in Medio Oriente", lanciato dalla Rete della Pace, realtà che unisce associazioni e Ong sul territorio nazionale, prendendo parte al presidio organizzato dal Comitato lecchese per la pace e la cooperazione tra i popoli e dalla Tavola della Pace della provincia di Lecco a seguito della gravissima crisi internazionale in atto in Siria.

«Da troppo tempo – recita l'appello nazionale, letto da Guerrino Donegà e Maria Grazia Caglio - si muore in Siria, in Palestina, in Libia, in Egitto, in Iraq, nello Yemen, nella regione a maggioranza curda. Il Medio Oriente ed il Mediterraneo si stanno trasformando in un immenso campo di battaglia. Ora il rischio della deflagrazione di un conflitto che coinvolga le super potenze mondiali è reale. Le conseguenze possono essere tragiche ed inimmaginabili. Milioni di persone, in tutto il mondo, di tutte le culture e religioni, stanno dicendo: “Basta guerre, basta morti, basta sofferenze”. E noi con loro. Guerre producono guerre, le cui vittime sono le popolazioni civili, oppresse e private dei propri diritti fondamentali, primo fra tutti il diritto alla vita. Vanno fermate le armi, bloccate le vendite a chi è in guerra. Ora, subito. Va fatto rispettare il diritto internazionale: è la sola condizione per proteggere la popolazione civile, fermare l'oppressione e l'occupazione, attivare la mediazione tra le parti in conflitto».

WhatsApp Image 2018 04 16 at 18.31.04E ancora: «Poi bisognerà punire i responsabili, riconoscere alle popolazioni i loro diritti e sostenerle nel percorso democratico, civile, di liberazione. Noi ci rivolgiamo all'Unione Europea che deve prendere un'azione politica forte di pacificazione, faccia da mediazione e riporti al dialogo gli Stati Uniti e la Russia. Chiediamo al nostro paese di essere protagonista di pace, di mettere in atto il “ripudio della guerra” non concedendo le basi per operazioni militari e di avviare una politica di pace nel Mediterraneo».

Ai cittadini, oltre alla partecipazione ai presidi e a gesti simbolici, viene chiesto di «prendere parte alle campagne per il disarmo, con gli interventi civili di pace, con la diplomazia dal basso, con il sostegno a chi opera per la pace anche dentro ai conflitti, per dare voce a chi crede ancora nella fratellanza e nella nonviolenza».

Ha poi preso parola il vice sindaco di Lecco Francesca Bonacina che ha invitato tutti i partecipanti a essere ambasciatori di pace: «Ognuno di noi deve diffondere il messaggio della nonviolenza per contrastare questa tendenza per cui la guerra viene accettata in silenzio, troppo abituati a pensare che non ci siano altre modalità per risolvere conflitti e ingiustizie. Il conflitto armato non è mai la risposta, come governanti e come cittadini dobbiamo invece spingere per trovare soluzioni pacifiche».

Mons. Cecchin ha invece richiamato la necessità di avere figure profetiche, ricordando l'enciclica Pacem in terris di papa Giovanni XXIII, con cui il Pontefice si rivolse ai capi di Stato per chiedere di difendere la vita: «Costruiamo la pace per le nuove generazioni – ha sottolineato il Prevosto – attraverso l'educazione alla nonviolenza».

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