Lecco, 07 febbraio 2019   |  

Allerta spaccio, il procuratore Chiappani: in aumento, non va sottovalutato

di Stefano Scaccabarozzi

“C'è un po' di banalizzazione e ce ne accorgiamo solo quando i nodi vengono al pettine”.

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Il procuratore Antonio Chiappani

Aumento del 15,88% dei reati in materia di detenzione illecita e spaccio di sostanza stupefacenti, nel corso dei dodici mesi che vanno dal luglio 2017 a giugno 2018 rispetto all'anno precedente. Sono stati 197 i procedimenti iscritti: 114 a carico di soggetti noti e 83 a carico di ignoti.

Sono questi i dati resi noti dal procuratore della Repubblica di Lecco Antonio Chiappani, tracciando il bilancio dell'anno giudiziario 2017-2018.

«Nel territorio risultano operanti – ha spiegato il Procuratore – bande di magrebini dediti allo vendita capillare di droga di qualsiasi genere ai tossicodipendenti che confluiscono anche da località fuori provincia, in zone prestabilite, spesso boschive, dove viene organizzata in modo continuativo l'attività di spaccio. Vi è una notevole difficoltà a a dare una risposta repressiva visto che per la cessione di marijuana e hashish non è più prevista la misura carceraria».

Ed è proprio sulla considerazione sociale di questi fenomeni che il dottor Chiappani si sofferma: «C'è un po' di banalizzazione e ce ne accorgiamo solo quando i nodi vengono al pettine. La società è tollerante e sottovaluta questo fenomeno, fino a che non avviene davanti a casa e coinvolge i propri figli e allora manifesta un bisogno di sicurezza. Lo strumento repressivo è previsto solo per situazioni abbastanza eclatanti. In caso di piccolo spaccio noi ancora arrestiamo e facciamo processi per direttissima, ma difficilmente otteniamo misure carcerarie se non per chi ha precedenti specifici o extracomunitari che non hanno dove andare. Altrimenti solo obbligo di dimora o domiciliari e nel frattempo non si riesce a mettere un freno al fenomeno».

Il Procuratore evidenzia dunque come a livello di legislazione ci sia stato un inasprimento per quanto riguarda i reati verso la Pubblica Amministrazione e una certa tolleranza verso quelli collegati alla droga.

A Lecco però la droga che circola è in aumento: «Noi non abbiamo sentore che qui da noi ci sia il grande trafficante, come accadeva con i Coco Trovato. I grandi quantitativi passavano da determinate rotte e centri di smistamento. A Lecco c'è il traffico di droga per soddisfare il mercato locale, ma è in forte aumento perché è in forte aumento anche il consumo. Un dato sociale e sociologico da analizzare».

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