Lecco, 23 ottobre 2020   |  

Editoriale - Adelante, Mauro, con juicio…

di Giulio Boscagli

BOVARA

Palazzo Bovara, sede del municipio di Lecco

Con la nomina della giunta e la convocazione del Consiglio Comunale prende definitivamente avvio il mandato del neo sindaco Mauro Gattinoni. Il “cambiamo passo” della campagna elettorale è stato rapidamente corretto da un “ma nella stessa direzione” che documenta, più di ogni altra considerazione, che la vecchia guardia dell’amministrazione Brivio, con le due Assessore Piazza e Bonacina piazzate in testa alla classifica delle preferenze del Pd, non ha mancato di avanzare le sue considerazioni e richieste come dimostra anche il tempo che è stato necessario per definire i diversi incarichi.

Ne è uscita una giunta largamente rinnovata così come molto rinnovato è lo stesso Consiglio Comunale.
Questo è un buon segno dal momento che documenta la presenza di molte persone nuove – nella maggioranza e nell’opposizione – che hanno scelto di dedicarsi al servizio della città.

La giunta è nel complesso piuttosto acerba dal punto di vista amministrativo e c’è da sperare che l’entusiasmo per la vittoria riportata d’un soffio possa supplire alla inevitabile mancanza di esperienza.

Mauro Gattinoni si trova a guidare la giunta comunale in un momento complicato dalla pandemia, un evento che non era certo prevedibile nel momento in cui dal Pd gli fu proposta la candidatura, che lo costringerà a tener conto sia dei provvedimenti che sono presi in continuazione a livello nazionale e regionale, sia dei timori e del disorientamento che investono in queste settimane, come tutti, anche i cittadini lecchesi.

Chi ha veramente a cuore il bene della città deve augurarsi che la giunta si muova con rispetto e attenzione sia nei confronti dei cittadini – che, non dimentichiamolo mai, si sono divisi quasi equamente sui due schieramenti – sia nei confronti della macchina comunale che è lo strumento cui molti hanno in passato attribuito responsabilità nelle incertezze dell’amministrazione ma che è pur sempre composta da persone che sanno dare il massimo se adeguatamente valorizzate e motivate.

Per il sindaco e i suoi assessori inizia un’avventura che è giusto giudicare dal realismo dei fatti cercando di mettere in secondo piano le ferite della campagna elettorale.
Questa osservazione ci riporta al centrodestra che appare in difficoltà nell‘elaborazione della sconfitta, bruciante, avvenuta al fotofinish.
L’orientamento dei lecchesi, stando ai numeri, ha una forte componente di centrodestra, spesso maggioritaria che da tempo non riesce ad avere un corrispondente successo amministrativo.

Il primo compito che tocca ai gruppi del centrodestra – dopo aver versato olio abbondante sulle ferite – è quello di dimostrate ai lecchesi che quella di Peppino Ciresa non è stata una avventura scriteriata, ma un generoso tentativo di riagganciare l’amministrazione comunale a mondi vitali che da sempre si collocano all’opposizione democratica delle forze di sinistra.

Si abbandonino rancore e depressioni e si torni a lavorare sui problemi che toccano la vita quotidiana dei lecchesi facendosi portavoce credibili delle esigenze che tanti ambienti, associazioni, singoli cittadini hanno affidato a Ciresa nei giri che ha fatto nei rioni e nei diversi incontri cui ha partecipato.

I risultati significativi ottenuti dalle liste civiche, nella maggioranza come nell’opposizione, oltre alla storica presenza di Appello per Lecco, costituiscono una sfida ulteriore: il tempo dirà se queste sono solo appendici strumentali limitate al sostegno di coalizioni e partiti in calo di consensi o se manifestano il sorgere di un “civismo” che tende a superare divisioni ideologiche in vista di una migliore convivenza cittadina.

“Amicizia sociale” la chiama il Papa nella recente enciclica; “Amicizia come virtù civica”, recita il titolo di un volumetto del cardinale Scola: un cammino non facile ma che un rinnovato consiglio comunale e una – si spera – rinnovata presa di coscienza delle forze politiche potrebbero iniziare a far proprio.

Ho trovato nel volume autobiografico di Alain Finkielkraut, questa citazione dello scrittore Albert Camus. «Il democratico è modesto. Confessa una certa percentuale di ignoranza. Riconosce il carattere in parte azzardato del suo sforzo e che non tutto gli è dato. E. a partire da questa ammissione, riconosce di aver bisogno di consultare gli altri, di completare quello che sa con ciò che essi sanno».

Personalmente lo ritengo un buon viatico per maggioranza e opposizione.

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