Lecco, 19 febbraio 2020   |  

Addio. Piccola grammatica dei congedi amorosi

di Gabriella Stucchi

“Sapere che c’è una via d’uscita ti aiuta a restare dentro” (Charles Bukowski).

Addio libro

Nell’Introduzione l’autrice Carola Barbero, docente di Filosofia del linguaggio e della letteratura all’Università di Torino, espone lo scopo del libro: “...portare ad assumere un certo distacco dai nostri congedi amorosi, invitandoci a tentare di capire che cosa sia successo”.

In ordine alfabetico vengono quindi proposti i vari momenti del congedo amoroso, iniziando dall’”Addio”, una espressione che oggi si lascia con un Sms, con frasi sui social o in un messaggio su WhatsApp. Ma è una cosa che lascia il segno; non si può cambiare idea: è come un tuffo, le onde ci accarezzeranno e, una volta riemersi, penseremo in modo diverso, non sapremo cosa fare e dove andare, ma il respiro tornato regolare ci farà capire di avere fatto la cosa giusta.

Con l’“Amicizia” ci si accorge che l’amore perduto non ha lasciato soltanto un vuoto, ma anche emozioni con cui dobbiamo fare i conti, L’amico è quello che ascolta i nostri segreti e timori: è bello ritrovarlo quando credevamo di avere perduto tutto.

Nell’”Angoscia” dobbiamo prendere coscienza del nostro essere mortali e lasciare spazio alla possibilità dello stupore e alla voglia di vedere ciò che verrà dopo.

Il “Bisogno” può essere valutato a vari livelli, ma il bisogno d’amore è qualcosa di cui non possiamo fare a meno.

Il senso di “Colpa” è sempre presente nei congedi amorosi. È importante perdonare le colpe, ma soprattutto ricordarle, per confrontare con quello che vogliamo e che ci aspettiamo. Così ci si libera da ciò che ci ha fatto soffrire.

Il “Cuore” che batte può essere segno dell’addio, ma è anche ciò che ci permette di aprirci, di battere ancora, per le cose belle.

Non si può conoscere la “Durata” dell’innamoramento. Purtroppo capita spesso che non riusciamo a mantenere ciò su cui ci siamo pronunciati, che credevamo durasse in eterno. Questo perché non ci facciamo scrupoli a barattare la bellezza di una realtà con la prima cosa che ci capita a tiro, perdendo così ciò che di più bello avevamo.

Nelle situazioni precarie è essenziale l’”Equilibrio”: non abbandonarsi a occhi chiusi nel vuoto, non lasciarsi travolgere dalla tristezza e dalla disperazione, non perdere fiducia nella vita.

Per superare la “Gelosia” dobbiamo imparare a scrutare nelle nostre fragilità e infinite mancanze, accettare che gli altri facciano le loro scelte. Non ci sono garanzie per sempre dell’amore.

Quando siamo presi dall’”Odio” pensiamo ad altro. Allontaniamo i ricordi dolorosi e i sogni infranti. Proviamo a rilassarci. Smettiamo di pensare di avere un nemico e di non volere altro che la sua rovina. Si sta meglio così.

Il «“Pianto” è come una saponetta: lava tutto» (Vittorio Gassman). Quando avremo finito di piangere ci asciugheremo il viso, ci soffieremo il naso e sorrideremo, perché avremo capito che piangere non è il nostro destino e che gli amori che fanno piangere non sono (più) amori.

La vita amorosa è piena di errori, di cui alcuni con conseguenze pesanti: da qui i “Rimorsi”. Ma non dobbiamo lasciarci invadere, perché perdiamo il futuro. Sorridiamo. Respiriamo. Pensiamo che abbiamo vissuto, anche in quei momenti di errore. Guardiamo avanti, fiduciosi.

L’idea del “Suicidio” si supera quando si riesce a liberarsi degli alibi, delle zavorre, delle aspettative degli altri e dei doveri fasulli, con un unico proposito: provare a vivere, e farlo per noi.

C’è un legame stretto tra amore e “Verità”. La verità può gradualmente illuminare e aiutare a ricostruire i rapporti.

Molto geniale l’impostazione del testo in cui l’autrice, attraverso 49 frammenti tratti dalla letteratura, dall’arte, dal cinema e dalla storia, gradualmente riprende i vari momenti dei congedi amorosi, suggerendo le modalità per ravvedersi, con tono pacato, consolatorio e rassicurante, quasi tenendo per mano e accompagnando nel cammino di una nuova vita serena.

Carola Barbero “Addio” Piccola grammatica dei congedi amorosi – Marietti 1820 – euro16.00

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