Lecco, 24 dicembre 2018   |  

A Olate “Natale in casa Guareschi” e “Atmosfere Natalizie”

di Matteo Possenti

Alessandro Manzoni era il riferimento letterario del padre, Primo Augusto Teodosio Guareschi.

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È stata inaugurata ieri mattina presso il salone “Renzo e Lucia” dell'oratorio di Olate, in via Bainsizza 6, la tredicesima edizione della mostra di presepi “Atmosfere Natalizie”, organizzata dal Gruppo Artisti Olatesi. Belli e numerosi i presepi esposti, che potete ammirare nella galleria fotografica qui allegata.

In contemporanea si svolge anche l'esposizione di pannelli “Natale in casa Guareschi”, mostra biografica dedicata a Giovannino Guareschi, il padre di don Camillo e Peppone, ma non solo!

Presepi guareschi 03 rolAll'inaugurazione della mostra sono intervenuti Paolo Gulisano (coordinatore), Alessandro Gnocchi e Fabio Trevisan.

La mostra consente, grazie alla guida di Chiara Gnocchi e Luca Biffi, di «Progetto Mondo Piccolo», associazione che si pone come obiettivo quello di trasmettere i valori e gli insegnamenti dello scrittore della Bassa facendo conoscere le sue opere, di andare oltre i film su Peppone e don Camillo, per addentrarsi nella vita dello scrittore, a partire dagli esordi a Parma, la Scoperta di Milano, l'epoca del Bertoldo, l'esperienza durissima del Lager nazista e l'avventura del Bertoldo.

Si può dire che esiste qualche legame tra Giovannino Guareschi e Lecco, legame basato non tanto sull'assidua frequentazione della nostra città - fu qualche volta a Lecco, e fra poco lo vedremo - ma perché Alessandro Manzoni era il riferimento letterario del padre, Primo Augusto Teodosio Guareschi che, dopo averlo letto, si fermò lì, perché stabilì che «nel Manzoni c'è tutto».

Presepi guareschi 21 rolManzoni, quindi è giocoforza presente anche nella vita di Giovannino che, diventato scrittore conosciuto e tradotto in tutto il mondo, si scherniva dicendo di non avere che Ventitré lettori, non potendo mancare di rispetto a Don Lisander che, per conto suo, diceva di averne venticinque.

Prima che nasca il Mondo Piccolo della Bassa, Giovannino, ormai residente a Milano, una sera di aprile del 1940 viene a Lecco alla scoperta del Mondo Piccolo manzoniano, alla ricerca di quelle «terre» di cui si parla nei primi otto capitoli dei Promessi Sposi e il resoconto di questo viaggio è pubblicato su “Paese Sera” del 12 aprile.

Constatato che Lecco “«la principale di quelle terre» si è attenuta scrupolosamente alle istruzioni impartite dal terzo periodo, capitolo primo, della famosa «storia milanese» ecc., e, in cento anni, da borgo, è diventata effettivamente città.”, Giovannino parte alla ricerca della casa di Lucia e, con non celati stupore e divertimento, scopre che di case ve ne sono due: una “presunta” ed una “tradizionale”! Mentre parlando tra sé e sé, ma ad alta voce, immagina Renzo che, poveretto, corre avanti e indietro dall'una all'altra abitazione alla ricerca di Lucia, si rende conto che la gente che passa e ascolta «non sorride: anzi ci guarda male. […] Questa gente ci crede.». Un pochino se ne convince anche lui perché, giunto alla «Salita dei Bravi», Giovannino si augura di non fare brutti incontri...

Presepi guareschi 04 rolUn mese dopo, raccontano le cronache locali, l'11 maggio 1940, Giovannino tornò a Lecco, invitato a presentare la «Serata del dilettante» al Teatro Sociale, una sorta di «Corrida» (o «X-Factor», per chi lo preferisse!) ante litteram.

Accantonata per motivi bellici la “1100”, Giovannino passò di qui anche nell'agosto del 1941, durante il suo giro ciclistico dell'Italia settentrionale, effettuato per il Corriere della Sera. Un curioso incidente capitò durante il passaggio. Scrisse: «A Lecco ho investito un piccione e mi sembrava di essere la folgore».

A Lecco fotografò «Manzoni in poltrona sullo sfondo del secondo periodo del primo capitolo.» e sia la prima che questa volta, non poté fare a meno di inviare «uno stormo di cartoline a lui», cioè al padre, che non citava mai per nome.

Diventato, dopo la guerra, motociclista, in sella al suo Guzzino 65cc, Giovannino Guareschi fu, con gli amici Massimo Simili e Carletto Manzoni, tra gli oltre quattordicimila che parteciparono al raduno di Mandello del giugno 1949.

La mostra resterà aperta fino al 6 gennaio 2019. Orari di apertura: tutti i giorni feriali dalle 15 alle 18, tutte le festività (escluso oggi, vigilia di Natale, il giorno di Natale e il 31 dicembre) dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 18.

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