Lecco, 24 agosto 2014   |  

Voce importante di Lecco al Meeting di Rimini

Domani alle ore 18 Giovanni Gianola, direttore generale del Consorzio Premax parlerà dell'esperienza premanese. Anticipiamo l'intervento del nostro inviato "molto speciale".

Si è aperto questa mattina alle 10.45 con la celebrazione della Santa Messa il Meeting di Rimini, annuale e strategico incontro organizzato da Comunione e Liberazione, il movimento fondato da don Giussani, e oggi guidato dal sacerdote spagnolo don Julian Carron, così attivo e attento ai temi sociali e all'amicizia fra i popoli.

Giovanni Gianola, direttore generale del Consorzio Premax di Premana

Giunto quest'anno alla XXXV edizione il Meeting si muoverà su un filo conduttore, arduo e stimolante, un itinerario intitolato "Verso le periferie del mondo e dell'esistenza. Il destino non ha lasciato solo l'uomo".

Per l'intera settimana, fino a sabato prossimo, giorno di chiusura dell'evento, imprenditori, politici, sindacalisti e testimoni del nostro tempo si confronteranno e dibatteranno su questioni di estrema attualità.

Resegoneonline è lieto di poter annunciare ai suoi lettori che dalla città della riviera romagnola potrà contare sulle cronache di un inviato "molto speciale": il dottor Giovanni Gianola, direttore generale del Consorzio Premax di Premana, orgoglio dell'eccellenza lecchese e italiana nel settore dei prodotti da taglio.

Siamo così in grado di anticipare l'intervento che Giovanni Gianola terrà domani alle 18 durante la tavola rotonda dal tema "Quando i settori diventano periferie". Resegoneonline ringrazia il direttore generale di Premax per la sua disponibilità.

 

Istanze e strategie della comunità premanese

Può un paese di 2.272 abitanti, a 1.000 metri di altitudine, posizionato in fondo alla Valsassina, dove fisicamente termina la strada provinciale, pretendere di avere un futuro?

Premana è un luogo dove l’orografia ha determinato, nei secoli, l’antropologia e la sociologia del suo popolo. La sedimentazione di queste difficoltà geografiche, logistiche e climatiche, ha cementato una comunità attorno ai Valori fondanti: famiglia, lavoro, religione, coesione e aiuto sociale, associazionismo e appunto, un fortissimo radicamento al suo territorio montano e alle sue tradizioni.

Un'immagine storica delle lavoriazioni che venivano eseguite a Premana

Il tasso di natalità è superiore alla media nazionale, la piramide della popolazione ha ancora una geometria coerente, con una solida base di residenti giovani e le oltre venti associazioni esistenti – sportive, culturali, socio-sanitarie, di protezione del territorio e religiose – sono la tenace trama di un tessuto sociale che sopperisce alle mancanze, strutturali e di servizio, tipiche di un piccolo paese alpino.

La tradizione, prima artigianale e oggi industriale, della produzione di articoli da taglio – forbici, coltelli e altre lame taglienti – ha origini antiche nelle miniere estrattive del minerale ferroso attive, in alta valle, fin dalla seconda metà del XIX secolo.

Ma è stata l’abilità manuale e l’ingegno dei fabbri premanesi nelle tecniche di forgiatura del metallo, a generare un’economia fiorente che, dal secondo dopoguerra alla fine del secolo scorso, ha garantito a Premana decenni di costante crescita, di sviluppo economico e sociale, fino a una sostanziale, centrifuga espansione urbana, in termini di edilizia residenziale e produttiva, non sempre ordinata e governata. Lo svuotamento del centro storico, con i suoi residenti e le sue piccole botteghe artigiane, ne è stato la conseguenza più evidente ed è matura oggi l’opportunità, in un ciclo storico differente, di rimarginare questa ferita.

Ancora nel 2013, nelle oltre sessanta Aziende attive che determinano il maggiore e ormai unico distretto produttivo italiano delle forbici, sono stati prodotti più di 14 milioni di articoli da taglio, esportato l’84,3% del fatturato in 38 paesi al mondo, garantendo a Premana una dignità competitiva pari, se non superiore, a quella degli unici altri cinque poli produttivi europei di forbiceria e coltelleria: Solingen (Germania), Sheffield (Inghilterra), Albacete (Spagna), Thiers (Francia) e Maniago (Italia).

Premana è quindi un paese ad alta capacità imprenditoriale ma anche con una forte tensione sociale partecipativa e aggregativa. Nei decenni di crescita i nostri padri hanno immaginato entità di coesione che oggi sono reali e concreti pilastri della società e dell’economia premanese: la Cassa Rurale e Artigiana di Premana ora Banca di Credito Cooperativo della Valsassina, la Cooperativa Alimentare, la Casa di Riposo “Madonna della Neve”, la Scuola Materna “B.P. Berri” e Consorzio Premax, l’organizzazione economica che dirigo, che permette alle sue trentanove Aziende azioniste di esportare in tutto il mondo l’innovazione, la qualità e il “Made in Premana” dei nostri taglienti.

La generazione dei quarantenni, oggi alla guida amministrativa ed economica di Premana, eredita un paese, un’economia e una società con fondamenta solide ma che deve affrontare un momento storico nuovo e senza precedenti: la crisi economica mondiale e italiana è anche la crisi di valori, punti di riferimento e certezze, sino ad ora dati per scontati. Per la prima volta l’onda lunga di questa destabilizzazione giunge anche a Premana.

Dobbiamo perciò avere adesso la freddezza e la lucidità mentale di alzare lo sguardo, ruotare a 360 gradi, percepire segnali deboli e bagliori all’orizzonte e avere il coraggio, forse l’impudenza, di immaginare e dettare una visione e una strategia di sviluppo per i prossimi decenni, senza tema di blasfemia. E’ necessario diversificare l’economia premanese verso la ricettività del turismo rurale, l’accoglienza dei servizi agrituristici per il trekking, le strutture e i servizi per gli sportivi della montagna, la filiera agroalimentare dei prodotti tipici con lo sviluppo di nuove aziende agricole, l’artigianato di nicchia e di qualità con le materie prime del luogo, fino all’economia del commercio e del terziario con le punte di visibilità mediatica che sono i grandi eventi annuali: “Giir di Mont”, la gara di skyrunning già più volte prova di campionato del mondo e “Premana Rivive L’Antico”, la manifestazione in cui tutto il paese ripropone gli antichi mestieri, gli usi e costumi dei nostri avi.

Il logo del consorzio Premax

Generare di conseguenza una simbiosi in cui l’economia delle forbici e dei coltelli aiuta ed è valorizzata, nel medesimo tempo, da tutte le altre eccellenze premanesi: entrambe troveranno in questo modo una maggiore possibilità reciproca di visibilità sul mercato esterno e un’occasione in più di nascere, crescere e svilupparsi. In un approccio, unico e di sistema, con lo stesso segno grafico di promozione e qualificazione verso il mercato che è il Marchio di Qualità “Premana”.

E’ esattamente in questo contesto che abbiamo iniziato ad agire da alcuni anni elaborando iniziative e collaborazioni, anche inaspettate, ma che ci rendono orgogliosi e ci danno speranza:

Il rapporto con Camera di Commercio Lecco è ed è stato essenziale per la nascita del Marchio Collettivo di Qualità “Premana”, che tutela e garantisce l’origine e la qualità delle nostre lame taglienti: nel corso del 2013 più di dieci milioni di forbici e coltelli sono stati prodotti e incisi con il logo del Marchio Qualità “Premana”. Oggi Marchio “Premana”, supportato anche dall’Amministrazione comunale, è uno strumento consolidato di promozione al mercato di tutte le eccellenze premanesi.

L’idea di “Fondazione Premana 2030 Venti-Trenta” quale luogo fisico e mentale, giuridicamente costituito e riconosciuto, dove la cultura aggregativa di questo paese trova il suo compimento ultimo unendo imprenditori privati, associazioni e amministrazione comunale in un solo Ente; attraverso il quale presentare al mondo il “Sistema Premana” e con l’ambizione di diventare incubatore dei progetti di sviluppo che traghetteranno Premana fuori dalla crisi, verso il 2030 e attingendo alle energie dei giovani ventenni.

L’iniziativa di costituire, con gli altri distretti europei, la “Federazione Europea dei Forbiciai e Coltellinai” tende invece a coagulare i produttori europei di articoli da taglio in una “massa critica” verso la Comunità Europea, al fine di ottenere regolamenti e leggi per una maggiore chiarezza informativa, verso il consumatore finale, sull’origine e qualità europea del prodotto, piuttosto che cinese o pakistano.

Una delle lavorazioni eseguite dal consorzio Premax

All’interno dell’occasione, offerta dal Piano di Governo del Territorio, di una nuova pianificazione strategica urbanistica e territoriale, è nato il rapporto con la Scuola di Ingegneria Edile-Architettura del Politecnico di Milano – Polo Territoriale di Lecco. La Professoressa Laura Malighetti, che ringrazio per il lavoro svolto d’ideazione e coordinamento, ha promosso, in sintonia con l’Amministrazione Comunale, il Premio di Studio per la riqualificazione del centro storico di Premana, i cui risultati sono la sostanza di questo volume. Quale migliore occasione per concentrare l’energia creativa di 180 giovani studenti, di 7 nazionalità diverse, sui temi e sulle sfide che il “Sistema Premana“ propone? L’emozione più forte è pensare che giovani di tutto il mondo abbiano in questo modo potuto offrire una provocazione di sviluppo, un’opportunità di crescita e forse, domani, un nuovo posto di lavoro (o meglio un lavoro nuovo) fosse anche a un solo giovane premanese.

Infine: la risposta alla domanda iniziale non è dunque un semplice sì, ma è un sì condizionato dalla nostra capacità di declinare la missione di sviluppo e d’indirizzo che ci è stata data, per creare le condizioni al contorno e l’ambiente favorevole affinché il codice genetico imprenditoriale premanese possa clonare in nuove intraprese, non necessariamente legate alla produzione di articoli da taglio.

Questa è la non semplice responsabilità che il nostro periodo storico ci ha riservato: perché Premana e i suoi giovani hanno bisogno concreto di speranza e di futuro.

Giovanni Gianola
Direttore Generale Consorzio Premax

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