Lecco, 20 agosto 2015   |  

Sentenza Metastasi: “Non è mafia senza riti e doti”

Questa la valutazione del giudice Arnaldi secondo la quale non ha riconosciuto l'imputazione di associazione a delinquere di stampo mafioso a Ernesto Palermo.

tribunale milano

“Non pare sufficiente a caratterizzare l’associazione in parola sub articolo 416 bis (ndr associazione a delinquere di stampo mafioso) la sola considerazione dell’appartenenza di Mario Trovato al noto contesto famigliare difettando, peraltro, di significativi momenti sintomatici che l’esperienza giudiziaria ha insegnato a riconoscere come tipici della criminalità organizzata”. Questo il passaggio delle motivazioni della sentenza di primo grado del processo Metastasi in cui il giudice Roberto Arnaldi spiega perché ha condannato l'ex consigliere comunale di Lecco Ernesto Palermo per associazione a delinquere “semplice” oltre che turbativa d’asta ed estorsione non riconoscendo l'aggravante dello stampo mafioso. A riportare la notizia quest'oggi è l'edizione online de “Il Fatto Quotidiano” in un articolo a firma Fabio Abati.

 

La vicenda è quella dell'appalto per la gestione del pratone di Paré che vede ancora processo, questa volta presso il tribunale di Lecco, altri sette imputati con rito ordinario (Palermo aveva scelto l'abbrebiato) tra cui anche l'ex sindaco di Valmadrera Marco Rusconi. Per l'accusa dietro ai tentativi di pilotare l'appalto ci sarebbe stato il clan 'ndranghetista Coco Trovato, da qui la richiesta di associazione a delinquere di stampo mafioso.

 

Secondo quanto riportato dal giornale diretto da Marco Travaglio nelle motivazioni il giudice Arnaldi evidenzierebbe la mancanza di elementi di prova quali “l’affiliazione rituale, l’investitura della qualifica di ‘uomo d’onore’ “; ma pure “la distribuzione e ricezione di ‘doti’ (i gradi della ‘ndrangheta ndr)” senza contare, si spiega infine: “la partecipazione ai summit e i collegamenti con le altre locali che formano la ‘Lombardia’.

 

Palermo è stato così condannato, in rito abbreviato, a 6 anni e 8 mesi: i pm ne avevano chiesti 16 ed ora ricorreranno in appello.

 

A riguardo infine della costituzione come parte civile del Comune di Lecco, l'associazione Qui Lecco Libera rende noto un altro passaggio della sentenza secondo cui la richiesta è stata "del tutto legittima", ma Palazzo Bovara "non ha fornito elementi per quantificare il danno":  “con riguardo alla costituzione di parte civile richiesta dal Comune di Lecco, deve osservarsi come la stessa appaia del tutto legittima poiché diretta a tutelare un danno di immagine ricollegabile alla operatività dell’associazione criminosa nell’ambito territoriale, anche in relazione al clamore medianico che la stessa ha indubbiamente suscitato […]. Orbene, all’esito della discussione orale giova rilevare come, al di là della fondatezza dell’an, con riferimento al quantum nessun elemento è stato portato dalla costituita parte civile per sostanziare precisamente il danno subito. Ne consegue l’impossibilità sia di liquidare il danno in questa sede sia di assegnare una provvisionale immediatamente esecutiva, in assenza di fattori che ne consentano di tracciarne gli immediati contorni”.

Ritrovaci su Facebook

Caleidoscopio

24 Settembre 2008 Taro Aso, 68 anni, è il primo cristiano ad essere eletto primo ministro in Giappone.

Social

newTwitter newYouTube newFB