Lecco, 13 gennaio 2015   |  

Quelle bambine senza volto con poche righe in cronaca

Nel Nord della Nigeria "piccole donne" vengono usate dai miliziani jihadisti di Boko Haram come bombe viventi. Esplodono e scompaiono nella vergognosa indifferenza dell'Occidente.

bambine boko haram

Bambine nigeriane rapite dal gruppo estremista Boko Haram

In questo mondo che sembra aver smarrito luce della ragione e dei sentimenti, in questo mondo che, in un sussulto di recuperato dignitoso coraggio, ha sfilato a Parigi per opporsi al Medioevo del terrorismo fondamentalista, restano neglette, e accompagnate da poche lacrime silenziose, alcune esili e fragili figure femminili.

Sono le bambine che il gruppo militante jihadista nord-nigeriano di Boko Haram usa come "paletti umani" a cui appendere sacche di esplosivo da far deflagrare in mezzo a povera gente in poveri mercatini in uno dei Paesi più ricchi di risorse naturali del mondo.

Quanto le donne siano tenute in poca o nulla considerazione presso certe comunità religiose che si sono fatte forze politiche (e presso certe forze politiche che hanno identificato i principi statuali con quelli religiosi) è cosa nota; ma che l'offesa a piccole donne in erba e indifese susciti nel nostro mondo occidentale un lutto solo superficiale e distratto (niente milioni in piazza in questo caso), devi farci urlare di sdegno.

Non possono esistere vittime più "nobili" e vittime "derelitte". A quelle bambine inermi e doppiamente fragili (per la loro anagrafe e per il contesto sociale a cui sono condannate) deve andare tutto il nostro sostegno e la nostra vicinanza d'amore. A quelle donnine che non sbocceranno mai dobbiamo dare voce e gridare per loro.

Nel 2015 esistono ancora angoli bui e retaggi medioevali che considerano gli esseri di sesso femminile non individui con diritti e legittime aspirazioni, ma "oggetti" senza parola, strumenti di cui servirsi, "sfogatoi" di turpi desideri sessuali, micce da accendere e poi far esplodere.

Noi urliamo no e lo urleremo sempre.

S.G.

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