Lecco, 25 novembre 2012   |  

Quei ragazzi del ’77: una storia bluceleste diventa libro

di Lorenzo Bonini

“Lecco 1977. Volti di una storia Anglo-Italiana”: presentato il libro di Emmanuele Michela

angloitaliana

Oscar Massei, Potito Pota, Fabio Corti, Gabriele Ratti, Paolo Gustinetti, Daniele Cerletti, RobertoSanti, Raphael Massei, Adelio Filacchione, Gilberto Martignoni, Gianpiero Pozzoli e il massaggiatore Giancarlo Tonelli. Nomi che, pur appartenendo ad almeno tre decenni fa, continuano a significare qualcosa per i tifosi blucelesti. Nomi che si sono radunati ieri, tutti insieme, alla presentazione del libro “Lecco 1977. Volti di una storia Anglo-Italiana”, scritto da Emmanuele Michela, 25 anni, giovane laureato in Storia ed edito da Leccosportweb.

Tema della presentazione (svolta su due sedi, il Rigamonti Ceppi e lo Shamrock Pub di Lecco) l’impresa dei blucelesti del 1977 che, partecipanti alla coppa Anglo-italiana quali vincitori della coppa Italia serie C dell’anno prima, la vinsero, portando a casa l’ambito trofeo. Era il Lecco di Mario Ceppi, che quell’anno sfiorò la promozione in B. Era il Lecco del mister Massei che, ricordando proprio Ceppi, ha sottolineato come “il presidente aveva formato un gruppo di calciatori forte, tecnicamente e umanamente. Eravamo affiatati, come una famiglia. Essere riusciti a vincere? Naturale, eravamo forti”.

Era il Lecco del massaggiatore Tonelli (“Ho vissuto tempi meravigliosi qui. Un aneddoto? In Inghilterra dormimmo assieme, io e il mister, e lui la mattina mi faceva il thé”), e di Potito Pota (“eravamo davvero un bel gruppo”), e di Finacchione (“Quel viaggio emozionante in Inghilterra, quel trofeo: la conquista di un gruppo”). E ovviamente era il Lecco del capitano Piero Volpi (FOTO) che ha definito la competizione, “una particolarità per quei tempi, con un trofeo portato a casa che rimane nel profilo del club”. Già, il trofeo. Nulla se ne sa più, né dove sta né chi l’abbia preso. Ma anche questo, in fondo, fa colore e fa provincia.

Perché questa, ricorda Emmanuele Michela, in effetti è una storia di provincia. E’ una storia di quel calcio semiprofessionistico che era fatto di giovani lavoratori che si allenavano la sera, o giovani studenti indecisi tra due vite. Gente non avvezza, insomma, a trasferte in Inghilterra, o viaggi all’estero. E poi c’è la coppa. Quella coppa Anglo-Italiana creata, racconta Emmanuele a uno Shamrock Pub brulicante di tifosi blucelesti, dalla volontà e dai contatti di Gigi Peronace, procuratore ante litteram, nata negli anni ’70 come risarcimento agli strani campioni di terza categoria dello Swindon Town, interrotta dopo la tragedia dell’Heysel e quindi ripresa nel ’92 con le compagini di serie B, e finale a Wembley. E ancora una volta testimone di un calcio parallelo, come è la tripletta di Ruotolo a Wembley con il Genoa del ’96.

Il libro, che si compone di una parte “cronachistica” riservata ai cinque match del ’77, presenta però anche un’affascinante galleria di ritratti illustri. Da Peronace a Skoglund, passando per Greaves. Volti e nomi che, in un modo o nell’altro hanno legato il loro percorso sportivo a quello dell’ormai morta coppa Anglo-Italiana, o addirittura del Lecco, confermando quell’imprevedibilità, quell’affascinante panteismo calcistico che, dal rimbalzo di un pallone di cuoio, sa declinarsi poi anche nell’universo di rapporti, di scontri e di incontri, e della storia del gioco del football.

Da mercoledì 28 novembre, il libro di Emmanuele Michela sarà allegato alla Provincia per un mese, al costo di 4,80€

 

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