Lecco, 09 aprile 2016   |  

Padre Piero Parolari: "tornerò nella mia missione in Bangladesh"

di Stefano Scaccabarozzi

A cinque mesi dall'attentato subito: " la relazione che abbiamo costruito in questi anni con le persone povere è così bella e ricca che è come se appartenessero alla mia famiglia"

veglia martiri padre piero 8

Padre Piero Parolari

In moltissimi non sono voluti mancare ieri sera per la prima uscita ufficiale di padre Piero Parolari a cinque mesi dall'attentato di cui è rimasto vittima in Bangladesh.

 

Nella chiesa dei Frati nella parrocchia San Francesco a Lecco si è infatti svolta la veglia di preghiera organizzata dal Decanato di Lecco in occasione della XXIV giornata di preghiera e digiuno in memoria dei missionari martiri. A portare la propria testimonianza i padri missionari del Pime Piero Parolari e Francesco Rapacioli.

 

Padre Piero, 64anni di Lecco, dal 1985 in Bangladesh ha subito voluto ribadire con forza la propria volontà di tornare in missione: «è un sentimento costante in questi mesi, perché la relazione che abbiamo costruito in questi anni con le persone povere è così bella e ricca che è come se appartenessero alla mia famiglia».


Per il missionario lecchese, da 4 mesi in Italia dopo l'attentato dello scorso Novembre, si tratta di un nuovo inizio: «Posso solo dire che mi è stata ridonata la vita. Dopo la dimissione dall'ospedale di Roma sono tornato a guardare con stupore il cielo, a gustare il calore del sole, a gioire per il sorriso dei bambini. Attraverso questo incidente cresce in me la consapevolezza di essere ancora di più gratuitamente amato da Dio. Non ricorda cosa mi è successo quel giorno, so solo che miracolosamente il proiettile non ha leso nessun organo vitale. Ricordo però molto bene il dopo: tutte le attenzione ricevute in ospedale sia in Bangladesh che a Roma e poi le tante persone che si sono prese cura di me».

 

«Ricordando tutte queste persone – ha continuato padre Piero nel suo racconto - mi è nata dentro tanta gratitudine e una riconoscenza immensa per tutto perché tutto quello che ho. Tutto mi è stato donato: vita, fede, la mia famiglia molto unita, l'essere medico e missionario; anche i tanti ammalati poveri che ho incontrato in Bangladesh sono stati per me un dono. Ora anche questa nuova possibilità è un dono e voglio viverlo tornando in missione».

Padre Piero ha voluto anche raccontare la sua trentennale esperienza in Bangladesh prima dell'attentato: «Come missionario del Pime, come medico e come presbitero esercito un ministero di misericordia e compassione. Testimoniamo il Vangelo attraverso il servizio disinteressato verso i più deboli, curando pazienti di ogni fede, credo e casta. Prendersi cura è molto di più che restituire la salute: è soprattutto coltivare una serie di atteggiamenti che rivelano alla persona che accompagni la presenza di Dio attraverso gratuità, semplicità, cordialità, calore umano, amichevole e fraterno, ascolto e disponibilità».

Ritrovaci su Facebook

Caleidoscopio

2 Dicembre 1804 nella cattedrale di Notre Dame a Parigi, Napoleone Bonaparte si autoincorona e viene consacrato, da papa Pio VII, imperatore dei Francesi

Social

newTwitter newYouTube newFB