Lecco, 16 marzo 2016   |  

Ma non vincerà la notte. Lettere ai cristiani perseguitati

di Gabriella Stucchi

La drammatica sorte di migliaia di uomini e donne perseguitati e uccisi solo per la loro appartenenza a Cristo

Ma non vincer la notte

Cristina Uguccioni, giornalista e scrittrice di libri, nell’Introduzione espone come sia sorta l’idea del libro: “La drammatica sorte di migliaia di uomini e donne perseguitati e uccisi solo per la loro appartenenza a Cristo”. Da qui lo scopo: “Far giungere a questi nostri fratelli e sorelle, ovunque essi si trovino, la preghiera, l’affetto profondo, la gratitudine, il sostegno e l’ammirazione grande e non formale della Chiesa italiana”.

Il modo è quello della Lettera aperta: cristiani che dall’Italia scrivono con semplicità ad altri cristiani lontani, dopo aver riportato, nel I capitolo, le testimonianze di uomini e donne perseguitati, riprese da organi di stampa. I Paesi in cui avvengono queste drammatiche vicende sono molti: Iraq, Siria, Libia, Egitto, Nigeria, Pakistan, Afghanistan, Iran, Arabia saudita, Somalia, Sudan, Yemen, Corea del Nord, Myanmar, Vietnam, Cina; l’Asia è il continente in cui la libertà religiosa è maggiormente violata.

Nella seconda parte sono riportati frammenti di cronache di testimoni che hanno donato la loro vita (anche con la morte) in nome della fede in Cristo Gesù: sono voci strazianti, ma piene di speranza, anche di fronte al sangue versato da fratelli: non vogliono lasciare il loro paese, riconoscono l’aiuto concreto e spirituale offerto dalla Chiesa e implorano di ottenere la libertà. Tra queste, in Pakistan, Asia Bibi, condannata a morte e rinchiusa in carcere dal giugno 2009 per blasfemia. Sulla situazione drammatica della Siria si esprime padre Pierbattista Pizzaballa, custode di Terrasanta, che invita a non dimenticare i fratelli che continuano a morire in Medio Oriente.

Molto appropriate e coinvolgenti le parole di conforto espresse da figure significative: Cristiana Dobner, delle Carmelitane di Concenedo (Barzio), che ammira la ”forza resistente e perdonante”; Antonio Riboldi, vescovo emerito di Acerra, che assicura “comunione nella preghiera”; il poeta Davide Rondoni, con versi toccanti; Guido Dotti, della Comunità Monastica di Bose, che chiede perdono; due genitori di sei figli, che riconosce nei martiri il “seme che dona la vita”; Gemma Capra, moglie di Luigi Calabresi, che ha imparato a “pregare per chi ha compiuto il male”;

Marco Burini, giornalista, che si rivolge ai bambini i cui genitori sono stati bruciati nella fornace; Ignazia Angelini, della Comunità Monastica di Viboldone: “In voi si gettano le radici di una nuova umanità”; Giulio Albanese, missionario comboniano: “Alla vostra scuola abbiamo molto da imparare”; Luigino Bruni, professore universitario: “Pregate per noi, troppo schiavi di consumismo e di edonismo”; Giuseppe dalla Torre, Presidente del tribunale dello Stato della Città del Vaticano: ”Che il vostro martirio possa essere per me, per noi, quasi un nuovo battesimo, che la vostra testimonianza possa fruttificare anche nella nostra crescita in una fede solida...”;

Maria Voce, presidente del Movimento dei Focolari: “La nostra preghiera è per voi. Ma la vostra fedeltà conferma la nostra”; Franco Cardini, membro del Consiglio direttivo dell’Istituto Storico Italiano per il Medio Evo: “Dio conceda a voi e ai persecutori di aprire finalmente del tutto gli occhi sulla realtà e d’individuare senza odio ma con chiarezza il nemico comune”; Mary Melone, rettore della Pontificia Università Antonianum di Roma: “Guardando a voi, riscopriamo in modo nuovo la bellezza di essere una sola Chiesa, una comunità reale, e ci sentiamo orgogliosi di esserlo, vostri fratelli e sorelle nella fede…legati a voi con il cuore”;

Francesco Montenegro, arcivescovo di Agrigento: “Il tuo esempio è per me un invito costante a non scendere a compromesso con il male e a non imboccare mai la via della mediocrità”; Ermenegildo Manicardi, rettore del Collegio Capranica di Roma: “Voi siete l’allargamento della misericordia di Dio, che blocca e circoscrive il mistero del male”; Giovanni Cesare Pagazzi, insegnante presso la Facoltà Teologica dell’Italia Settentrionale: “Per questa vostra resistenza io sono pieno di orgoglio e mi vanto, andando in giro come non mai a testa alta perché proprio voi siete miei e proprio io sono vostro”.

Chiude il card. Angelo Scola che, partendo dal suo viaggio in Libano e in Iraq, sottolinea con commozione l’affetto ricevuto a Erbil, gli abbracci dei bambini, la generosità dei volontari. Riconosce da una parte la propria “pochezza”, dall’altra la “fede straordinaria che anima la speranza” dei perseguitati.

“La cosa più importante-scrive Scola- è comprendere cosa significhi accettare di offrire la propria vita a Cristo in una prova così grande, sin dentro la persecuzione”. Conclude auspicando che “noi possiamo ritrovare un giudizio sulla realtà che derivi da un rapporto genuino, profondo e fiducioso con Gesù, come è nel vostro pregare”.

Sono solo alcuni spunti delle meravigliose lettere in cui gli autori si fanno portavoce dei pensieri di tutti gli uomini di buona volontà di fronte al dramma sconvolgente dei cristiani perseguitati. La loro lettura ci rende non solo pienamente consapevoli, ma profondamente partecipi delle loro sofferenze e ci invitano, come dice Cristina Uguccioni nella Postfazione, ad opere quotidiane di agape: “Le cose dell’amore rammendano il mondo, lo migliorano, lo abbelliscono rendendolo una casa in cui è bello per tutti abitare”.

Cristina Uguccioni: “Ma non vincerà la notte” – Lettere ai cristiani perseguitati” - Edizioni Terra Santa – euro 12.90

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