Lecco, 27 aprile 2016   |  

La buona battaglia. Le grandi acque non possono spegnere l’amore

di Gabriella Stucchi

L’autrice, Susanna Bo, genovese, racconta la straordinaria esperienza vissuta con Luigi: lei, credente, figlia di genitori catechisti; lui, ateo.

La buona battaglia

Il “colpo di fulmine” avviene dopo un pomeriggio in biblioteca, con lo scambio di qualche battuta. Purtroppo Susanna scopre una brutta notizia: Luigi è affetto da tumore al cervello; il meningioma si era riformato ad un anno e mezzo dal primo intervento. Susanna va con amici a visitarlo all’ospedale di Genova, dove incontra anche i genitori; la permanenza in ospedale si prolunga per la necessità di un ulteriore intervento, e Susanna rinnova la visita, ma ancora nessuna dichiarazione d’amore…

Poi, un giorno, l’uscita insieme e le prime confidenze intime: Luigi parla della sua malattia, del ritiro dai monaci trappisti nel monastero a Frattocchie, Roma, per pregare, prima dell’ultimo intervento, della confessione con don Fabio, che lo invita a offrire la sua sofferenza, come Gesù.

Intanto, tra Luigi e Susanna, battibecchi, incomprensione, paura di dirsi apertamente quello che l’uno pensa per l’altra e viceversa. Ed ecco un’altra recidiva del male, che mette un nuovo ostacolo: una visita da un noto neurochirurgo a Brescia, segnalato da Susanna, un novo ricovero per un intervento, che dura dalle nove del mattino alle otto di sera…

Poi la radioterapia a Cremona, ma il venerdì Luigi torna a casa per trascorrere sabato e domenica con Susanna. Appunto in uno di questi fine settimana Luigi pronuncia le parole tanto attese: “Ti amo!”. Dopo nove mesi l’anello, con la bella notizia della guarigione, smentita un anno dopo da una risonanza magnetica, che indica una piccola recidiva. Un malore mentre guida la macchina, la chiamata del 118, il ricovero, un altro intervento il 2 ottobre che va benissimo.

Susanna lavora in un albergo a Chiavari come addetta al ricevimento, Luigi ha manifestazioni di depressione, con attacchi di panico. Finalmente, il matrimonio! Un viaggio di quindici giorni alle Mauritius, poi la ripresa della vita normale, ma alcuni comportamenti strani di Luigi pongono dubbi, purtroppo confermati da esami clinici, che comportano un sesto intervento, alla parte destra, dove una massa comprime il cervello… Susanna si ritrova nella cappella, in ginocchio davanti al crocifisso, a pregare di darle un’altra possibilità.

È il venerdì santo: l’intervento per rimuovere un ematoma è perfettamente riuscito, Susanna corre piena di gioia lungo i corridoi dell’ospedale per raggiungere Luigi. Da allora ricomincia tutto quanto.

 

Susanna è incinta, Anna nasce il 15 aprile, una bambina bellissima, tranquilla: ma torna il meningioma ed occorre un altro intervento, proprio quando Susanna è di nuovo incinta: Rachele nasce il 27 settembre. Luigi lavora alcuni giorni alla settimana a Genova, ma altri interventi si susseguono: il Capodanno viene trascorso in ospedale.

La situazione è grave e anche se Luigi viene dimesso dall’ospedale, rimane il problema delle medicazioni: era stato fatto un trapianto di pelle dalla coscia al cranio…Luigi ha tristi presentimenti sulla sua vita, vede segnali di morte: un ulteriore ricovero, proprio nella settimana santa…La lotta contro il male diventa ancora più accanita, ma c’è il sostegno della fede. L’ultimo approdo è a Cremona, il 31 marzo, in un hospice, reparto di cure palliative.

Luigi peggiora ogni giorno, mentre Susanna prega recitando le lodi del mattino e i vespri della sera con il breviario di Luigi. Le domande sull’al di là, sulla presenza di Dio nel male si inseguono; ci sono sr. Rosalba e alcuni amici che sostengono spiritualmente. Luigi muore: “mistero di dolore e di amore”. Torna alla mente di Susanna il salmo 44: è un cantico nuziale.

“Il funerale fu qualcosa di molto simile a una risurrezione”: Susanna sente che la vita eterna è dentro, dà una gioia che nessuno può togliere, nemmeno la morte. La fede è un salto nella luce.

L’ultimo capitolo, “La buona battaglia”, rivela tutto quanto di bello e di buono si era avvertito nella dolorosa vicenda. Dopo il funerale, le difficoltà con le figlie Anna, di quattro anni, e di Rachele, due anni e mezzo: il ricordo e insieme il far capire che papà vive ancora, in un modo diverso, ma vicino.

Susanna prega, realizza quanto già Luigi le aveva consigliato: un altro marito, Gianni, mandato dal paradiso. È una corrispondenza di amore: chi ci ha lasciati non smetterà di amarci e noi non smetteremo di amare chi ci ha lasciati. Nasce una nuova famiglia, con tre figli. La parola d’ordine è suggerita dal curato d’Ars: “La nostra sola felicità su questa terra è amare Dio e sapere che Lui ci ama”.

In questa linea si coglie tutta la bellezza della storia raccontata da Susanna, con passione, a volte sofferenza, disagio, ma sempre con la certezza di non essere sola, ma accompagnata dall’Amore del Padre che vuole il bene dei figli che a Lui si abbandonano.

Susanna Bo:” La buona battaglia” – le grandi acque non possono spegnere l’amore” – SAN PAOLO-euro 14.50

 

Il “colpo di fulmine” avviene dopo un pomeriggio in biblioteca, con lo scambio di qualche battuta. Purtroppo Susanna scopre una brutta notizia: Luigi è affetto da tumore al cervello; il meningioma si era riformato ad un anno e mezzo dal primo intervento. Susanna va con amici a visitarlo all’ospedale di Genova, dove incontra anche i genitori; la permanenza in ospedale si prolunga per la necessità di un ulteriore intervento, e Susanna rinnova la visita, ma ancora nessuna dichiarazione d’amore…

 

Poi, un giorno, l’uscita insieme e le prime confidenze intime: Luigi parla della sua malattia, del ritiro dai monaci trappisti nel monastero a Frattocchie, Roma, per pregare, prima dell’ultimo intervento, della confessione con don Fabio, che lo invita a offrire la sua sofferenza, come Gesù. Intanto, tra Luigi e Susanna, battibecchi, incomprensione, paura di dirsi apertamente quello che l’uno pensa per l’altra e viceversa. Ed ecco un’altra recidiva del male, che mette un nuovo ostacolo: una visita da un noto neurochirurgo a Brescia, segnalato da Susanna, un novo ricovero per un intervento, che dura dalle nove del mattino alle otto di sera…Poi la radioterapia a Cremona, ma il venerdì Luigi torna a casa per trascorrere sabato e domenica con Susanna. Appunto in uno di questi fine settimana Luigi pronuncia le parole tanto attese: “Ti amo!”. Dopo nove mesi l’anello, con la bella notizia della guarigione, smentita un anno dopo da una risonanza magnetica, che indica una piccola recidiva. Un malore mentre guida la macchina, la chiamata del 118, il ricovero, un altro intervento il 2 ottobre che va benissimo.

 

Susanna lavora in un albergo a Chiavari come addetta al ricevimento, Luigi ha manifestazioni di depressione, con attacchi di panico. Finalmente, il matrimonio! Un viaggio di quindici giorni alle Mauritius, poi la ripresa della vita normale, ma alcuni comportamenti strani di Luigi pongono dubbi, purtroppo confermati da esami clinici, che comportano un sesto intervento, alla parte destra, dove una massa comprime il cervello… Susanna si ritrova nella cappella, in ginocchio davanti al crocifisso, a pregare di darle un’altra possibilità. È il venerdì santo: l’intervento per rimuovere un ematoma è perfettamente riuscito, Susanna corre piena di gioia lungo i corridoi dell’ospedale per raggiungere Luigi. Da allora ricomincia tutto quanto.

 

Susanna è incinta, Anna nasce il 15 aprile, una bambina bellissima, tranquilla: ma torna il meningioma ed occorre un altro intervento, proprio quando Susanna è di nuovo incinta: Rachele nasce il 27 settembre. Luigi lavora alcuni giorni alla settimana a Genova, ma altri interventi si susseguono: il Capodanno viene trascorso in ospedale. La situazione è grave e anche se Luigi viene dimesso dall’ospedale, rimane il problema delle medicazioni: era stato fatto un trapianto di pelle dalla coscia al cranio…Luigi ha tristi presentimenti sulla sua vita, vede segnali di morte: un ulteriore ricovero, proprio nella settimana santa…La lotta contro il male diventa ancora più accanita, ma c’è il sostegno della fede. L’ultimo approdo è a Cremona, il 31 marzo, in un hospice, reparto di cure palliative. Luigi peggiora ogni giorno, mentre Susanna prega recitando le lodi del mattino e i vespri della sera con il breviario di Luigi. Le domande sull’al di là, sulla presenza di Dio nel male si inseguono; ci sono sr. Rosalba e alcuni amici che sostengono spiritualmente. Luigi muore: “mistero di dolore e di amore”. Torna alla mente di Susanna il salmo 44: è un cantico nuziale.

Il funerale fu qualcosa di molto simile a una risurrezione”: Susanna sente che la vita eterna è dentro, dà una gioia che nessuno può togliere, nemmeno la morte. La fede è un salto nella luce.

 

L’ultimo capitolo, “La buona battaglia”, rivela tutto quanto di bello e di buono si era avvertito nella dolorosa vicenda. Dopo il funerale, le difficoltà con le figlie Anna, di quattro anni, e di Rachele, due anni e mezzo: il ricordo e insieme il far capire che papà vive ancora, in un modo diverso, ma vicino.

Susanna prega, realizza quanto già Luigi le aveva consigliato: un altro marito, Gianni,

mandato dal paradiso. È una corrispondenza di amore: chi ci ha lasciati non smetterà di amarci e noi non smetteremo di amare chi ci ha lasciati. Nasce una nuova famiglia, con tre figli. La parola d’ordine è suggerita dal curato d’Ars: “La nostra sola felicità su questa terra è amare Dio e sapere che Lui ci ama”.

 

In questa linea si coglie tutta la bellezza della storia raccontata da Susanna, con passione, a volte sofferenza, disagio, ma sempre con la certezza di non essere sola, ma accompagnata dall’Amore del Padre che vuole il bene dei figli che a Lui si abbandonano.

 

Susanna Bo:” La buona battaglia” – le grandi acque non possono spegnere l’amore” – SAN PAOLO-euro 14.50

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