Lecco, 19 febbraio 2014   |  

Incontro con la regina mondiale della Raffa: una Germana davvero reale

di Silvano Guidi

La cremonese Cantarini gioca a bocce da quando aveva 7 anni ed ha già collezionato 6 ori iridati ai quali vanno aggiunti 9 titoli nazionali, 5 europei, 2 giochi del Mediterraneo. È una straordinaria figura di donna e di atleta, ricca di coraggio e pronta al sacrifico.

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Germana Marini

La guardi, la ascolti parlare, la osservi gesticolare misuratamente e con garbo e capisci di avere di fronte una donna non comune ed un'atleta di temperamento. Fisico asciutto, nevrile, sorriso contagioso, sguardo pulito e luminoso Germana Cantarini, cremonese, è la campionessa iridata in carica di bocce, specialità "raffa"; colei che da anni siede sulla vetta del mondo, la più abile e la più tecnica, in mezzo a svizzere, turche e cinesi, avversarie temibilissime ed in ascesa.

Il suo palmares è da brividi: 9 titoli italiani, 5 volte campionessa europea, 2 volte sul podio più alto ai giochi del Mediterraneo, ma soprattutto collezionatrice di ben 6 titoli mondiali. E sembra impossibile che tanto affascinante avventura abbia radici lontanissime e quasi una predestinazione. "Avevo un anno quando i miei genitori presero in gestione un impianto per il gioco delle bocce, con tre piste, dove vedevo tanti virtuosi eseguire lanci e accosti da favola" ricorda Germana. "Di questi dimenticati campioni me ne torna in mente uno in particolare, un tal Roberto Dilda: da lui ho appreso tanto".

Aveva appena sette anni Germana quando prese in mano la sua prima boccia per lanciarla; da allora non ha più smesso e sono passati 43 anni, un arco temporale segnato da eventi, successi, sorrisi, lacrime, fatiche e un continuo peregrinare per bocciodromi, in Italia e nel mondo, sempre accompagnata da Paolo Cristofoletti, marito e allenatore.

La carriera ufficiale di Germana inizia nel 1990, anno in cui vince il primo titolo italiano ed entra nel giro che conta, quello della nazionale. È l'inizio di una stagione in cui i successi, come le ciliegie, arrivano uno dietro l'altro. Per effetto di quale ricetta segreta particolare?, le chiediamo.

"Credo che il segreto del mio successo" ci risponde "risieda nella mia capacità di reagire alle difficoltà e alle situazioni che volgono al peggio. Ho stampato nella mente, ad esempio, l'ultimo mondiale di Roma nel 2010: semifinale contro la Turchia, perdevo 0-9. Allora ho stretto i denti, mi sono isolata dall'ambiente tutto intorno, ho chiamato a raccolta forze fisiche e mentali ed ho capovolto il risultato; alla fine ho vinto 15-12".

Anche in un'altra circostanza le cose avevano preso una brutta piega, in una "corsia" non di gioco ma di ospedale e in una gara senza medaglie in palio; una competizione aspra e spietata: obiettivo restare in vita. "Nel novembre del 2006 mi fu diagnosticato un tumore al seno" rievoca con emozione Germana. "Fui operata e poi sottoposta a radio e chemioterapia. Dovetti aggrapparmi al carattere, a quel mio essere donna da battaglia, un'ostinata che lotta e che non si arrende mai. Non so se davvero il mio carattere è stato più forte del male, certo è che pochi mesi dopo, pur con tutta la chemio fatta, ho ripreso a giocare e nel luglio 2007 ho rivinto il campionato italiano, un titolo che non scorderò mai perché ho pianto così tanto che sembrava non riuscissi più a fermarmi".

Si usa dire che il gioco della "raffa" vada bene dagli 8 agli 88 anni, insomma che sia alla portata di tutte le braccia. Il che è vero per i giocatori amatoriali, ma quando si sale al livello dei professionisti di A1 si entra in una dimensione dove allenamento, alimentazione, esercizi di concentrazione seguono regole precise e modellate da ciascun atleta sulle proprie specifiche esigenze.

"Io mi alleno camminando molto, gioco anche tutti i giorni per almeno un'ora con 8 bocce, in pratica gareggio contro me stessa; in vista delle gare curo l'alimentazione evitando lieviti e dolci" rivela la campionessa. "Una partita dura in media 30-45 minuti; ma una giornata di gare ci costringe a stare sul campo dalle 9 del mattino fino alle 18 e allora gambe e fisico devono reggere a stress e fatica senza cedimenti".

Che cosa dà il gioco delle bocce agli atleti che lo praticano?,indaghiamo. "Ti infonde sicurezza, ti aiuta a stare con gli altri, ti fa crescere emotivamente e nel carattere" è la risposta di Germana. "Io da ragazzina ero molto timida; ora mi sento molto più sicura". E si diventa ricchi, al suo livello? "Assolutamente no. Sei già fortunato se hai una società alle spalle che ti copre le spese".

Germana, sempre accompagnata dal suo Paolo, gira per i bocciodromi di tutta Italia, da Macerata a Caserta, da Terni a Sondrio e di tanto in tanto passa anche da Lecco, dove è ben nota agli appassionati cultori delle bocce. Il prossimo appuntamento nel nostro territorio è fissato per il prossimo 30 marzo, fra poco più di un mese e mezzo, a Barzano'.

Ma il sogno niente affatto segreto della giovane cinquantenne Germana, tesserata dal 1990 per la Canottieri Bissolati, è di volare in Cina per i prossimi mondiali, insieme all'amica-rivale bolognese Elisa Luccarini, dell'Olimpia di Reggio Emilia.

Intanto, vagheggiando la Grande Muraglia e pregustando gli applausi delle moltitudini dagli occhi a mandorla, la nostra campionessa, tutte le settimane dal martedì al sabato, usa le sue mani abili e precise per curare capelli e acconciature delle signore di Cremona. È una delicata parrucchiera prima ancora di essere un'imbattibile della "raffa".

 

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