Cassago Brianza, 11 marzo 2013   |  
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Inaugurata la mostra su Tommaso Moro: 'Il sorriso della libertà'

di Italo Allegri

L'esposizione è visitabile da lunedì 11 a venerdì 15 marzo dalle 15.00 alle 22.00; sabato 16 e domenica 17.00 dalle ore 15.00 alle 22.00, presso l'oratorio di Cassago Brianza.

mostra tommaso moro

Nonostante le sue competenze lo portino ad occupare un ruolo di prestigio nel governo di Enrico VIII, Tommaso Moro rimarrà sempre una persona umile, mite, disponibile, votata al servizio del suo re; condurrà una vita normale, senza usufruire di privilegi particolari derivanti dalla sua carica, ma porrà sempre al di sopra di ogni situazione Dio. In lui non c’è distinzione tra l’uomo religioso e l’uomo di stato, interpetando così nella forma più radicale il pensiero medioevale. Posto di fronte ad una scelta di vita in un momento particolare della storia europea, non esiterà a sacrificare la propria vita per conservare la fedeltà nei confronti di Dio e della Chiesa.

Questo in sintesi il messaggio contenuto nella mostra «Il sorriso della libertà, Tommaso Moro, la politica e il bene comune» inaugurata domenica pomeriggio all’oratorio di Cassago Brianza in via Nazario Sauro, dal presidente dell’Associazione Sant’Agostino di Cassago Brianza Luigi Beretta.

La mostra è stata pensata e realizzata in occasione dell’Anno della Fede per offrire la possibilità a chi lo desidera di soffermare la propria attenzione e riflessione su un personaggio di alto profilo, che ha dato una testimonianza straordinariamente forte e profonda del cristiano. La sua vicenda si inserisce in un momento di grande cambiamento verificatosi in Europa tra la fine del Quattrocento ed i primi anni del Cinquecento. Gli stati iniziano ad avere una forte connotazione nazionalista e lui difende una concezione unitaria dell’Europa e della Chiesa al di sopra di queste divisioni.

Lo scenario è quello di una società, quella inglese, che sta cambiando sotto i contraccolpi di una rivoluzione culturale e teologica portati dalla riforma luterana. L’episodio emblematico riguarda la successone alla corona inglese. Il sovrano Enrico VIII desidera a tutti i costi avere un erede maschio che la moglie Caterina non gli dà. Da qui ha origine il matrimonio con la moglie del fratello dietro una speciale dispensa papale. Superata la questione, nasce la figlia Maria ma non basta. A questo punto si innesca una questione di natura dinastica per cui il re è intenzionato ad avere un figlio maschio e su questa questione non esita a sacrificare parecchi amici tra i quali anche Tommaso Moro. Lui riconosce il matrimonio come ragione di stato, ma non partecipa alla cerimonia e non nasconde il suo aperto dissenso al sovrano, anche se accetta Anna Bolena come sua regina.

Ha origine così una questione di coscienza nel senso che secondo Tommaso le azioni che si compiono non possono essere in contraddizione con il proprio credo: è la dicotomia tra la coscienza laica di stato e la coscienza religiosa. Nella sua coscienza è profonda la certezza di appartenere alla Chiesa cattolica mentre il suo re si comporta da eretico. Alcuni collaboratori del re, invece, sono indirizzati verso la riforma protestante che vogliono portate anche in Inghilterra. A questo punto si sovrappongono problemi di natura economica, giuridica e politica che portano alla confisca dei beni della Chiesa che non passano ai poveri come Tommaso avrebbe voluto, ma sono incamerati dai ricchi. Per queste sue convinzioni il Moro subirà il patibolo.

La mostra è composta da una trentina di pannelli, attraverso i quali si delinea il contesto politico europeo tra Quattro e Cinquecento con la prima sezione, che ricostruisce la vita di Tommaso dalla fanciullezza alla maturità attraverso gli studi, fino all’avvocatura ed il matrimonio. Nella seconda sezione emerge l’amico del re e il cristiano difensore della fede e delle grandi questioni fino al processo. Chiude la terza sezione con l’Amico di Dio, dove Tommaso è servo fedele del re ma, prima, di Dio: dalla perdita del suo ruolo alla prigionia, fino al supplizio. Negli ultimi pannelli l’eredità di Tommaso Moro nel tempo con personaggi contemporanei che si sono ispirati a lui e al suo pensiero.

La mostra è visitabile da lunedì 11 a venerdì 15 marzo dalle 15.00 alle 22.00; sabato 16 e domenica 17.00 dalle ore 15.00 alle 22.00.

 

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