Lecco, 05 agosto 2015   |  

Il mais scagliolo di Carenno protagonista a Expo

di Benedetta Panzeri

L’appuntamento è per sabato 8 agosto quando andrà in scena con i cuochi del Lario davanti agli ospiti della grande esposizione universale.

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Anche l’Associazione Agricoltori Valle San Martino farà la sua comparsa a Expo2015.  E ciò grazie al mais scagliolo di Carenno, il mais di collina, che andrà in scena con i cuochi del Lario davanti agli ospiti della grande esposizione universale.

L’appuntamento è per sabato 8 agosto presso il Cluster dei cereali di Expo2015: alle ore 10.30 avrà inizio la presentazione del progetto di recupero e autoriproduzione del mais, intrapreso nel 2009 dall’Associazione Agricoltori dopo la scoperta della sua esistenza a livello locale. Per l’occasione saranno presenti due produttori, l’Azienda Agricola “Val di Ràcul” di Valgreghentino e l’Azienda Agricola “Cascina Chiaravalle” di Cisano Bergamasco; interverrà inoltre Nicolò Mapelli, della Comunità Montana Lario Orientale Valle San Martino, partner del progetto di recupero del mais scagliolo.

Dalle ore 11.30, poi, i presenti potranno assistere a uno “show cooking” da parte di Luigi Gandola, chef lecchese classe ’83 pluripremiato con importanti riconoscimenti e titolare del ristorante “Salice blu” di Bellagio.

Lo Scagliolo di Carenno è di fatto il mais di riferimento per la vera polenta di una volta, un valore aggiunto del nostro territorio, grazie anche all’alta qualità dei nostri prodotti agricoli e culinari. Con la collaborazione del centro cerealicolo di Bergamo, che possiede una banca del germoplasma di mais (CRA-MAC) e che ha fornito il seme originale per poter dare avvio al progetto di recupero, nel 2009 l’Associazione Agricoltori Valle San Martino ha iniziato a produrre e distribuire il seme e a diffondere il progetto e le qualità di questo mais.

Dopo cinque anni di moltiplicazione del seme e dopo la presentazione dello Scagliolo al “Salone del Gusto” di Venezia, si è arrivati a costituire un network di mais antichi, che al momento ha la sua visibilità nelle gallette dei sette tipi più antichi, tre dei quali (lo Scagliolo di Carenno, lo Spinato di Gandino e il Rostrato di Rovetta) sono prodotti proprio nelle valli bergamasche e lecchesi.

Anche la Sezione di Bergamo dell’Istituto Sperimentale per la Cerealicoltura (CRA-MAC) interverrà a Expo nel corso della giornata di sabato, completando la presentazione del progetto.

L’ultimo appuntamento con il mais sarà alle ore 15, presso il padiglione “Slow Food”, con “Storia di pannocchie: il mais scagliolo”, quando verrà valorizzata ancora una volta questa particolare varietà di mais tipica della Lombardia.

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