Lecco, 16 novembre 2014   |  

Il don Matteo di Lecco è detective dell'anima

di Silvano Guidi

Monsignor Cecchin, per tutti affettuosamente don Franco, vola in bici ovunque la sua parola porti sollievo e conoscenza. È un uomo concreto, tenace, generoso e giornalista ad honorem

La fiction, per implicito significato, è finzione: ovvero rappresentazione addomesticata della realtà e riflesso fantasioso di inconsce aspettative. Così quando milioni di telespettatori seguono gesta e peripezie di don Matteo, il sacerdote in velocipede che sfreccia per il borgo umbro intento a far trionfare verità e giustizia, tutti sanno, fin dall'inizio della storia, di essere in buone mani. Lo Sherlock Holmes con tonaca e pedivella non tradirà né aspettative né buoni sentimenti. Questa è la finzione, bellezza.

Ma a volte capita che la realtà si diverta ad imitare la fiction, seguendone canovaccio, sceneggiatura e messaggi rasserenanti.

Così può capitare che un forestiero, aggirandosi per le strade di Lecco, possa incrociare il "vero" don Matteo del Lario; anche lui atletico e asciutto, sorriso schietto e leale, di nero vestito e a cavalcioni del suo ecologico mezzo di trasporto.

È il molto amato monsignor Franco Cecchin, prevosto della città, per tutti solo e semplicemente don Franco.

Anche lui, come il suo omologo televisivo, ama scavare e indagare; ma mentre don Matteo-Terence Hill percorre gli angoli bui delle azioni delittuose, il nostro don Franco si impegna per i sentieri non meno impegnativi dell'animo umano e della società complessa di oggi.

I due preti, quello della fiction e quello della realtà, cercano di portare luce e giustizia. E don Franco, in questo ambito ha una marcia in più: i suoi commenti alle pagine del Vangelo sono squarci di eterna verità e racconti affabulatori che ipnotizzano i fedeli.

L'amore per la parola e la verità hanno sempre fatto camminare don Franco border line all'attività giornalistica. Ha scritto parecchi libri, serie di meditazioni, commenti alle Letture, riflessioni profonde e coinvolgenti; sempre alternando l'intensa attività pastorale alla diffusione della parola più importante che ci sia, quella del Salvatore.

Mons. Franco Cecchin e Gabriella Stucchi

Come tutti gli investigatori che si rispettino e che agiscono in coppia con un discreto e non appariscente aiutante (don Matteo ha la petulante Natalina e Sherlock Holmes il bofonchiante dottor Watson) anche don Franco ha la sua "ombra", vigilante e paziente.

Si tratta di Gabriella Stucchi, esile e gentile signora che mette ordine nella caotica e spumeggiante produzione di idee e carte che avvolgono don Franco come una nuvola creatrice perenne. Gabriella ribatte i testi di don Franco, gli ricorda appuntamenti e impegni, lo rimprovera per disordine e confusione.

Don Franco finge di non sentire, inforca la bici e scappa inseguendo il suo ultimo progetto.

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