Lecco, 22 novembre 2012   |  

Il Cornizzolo è salvo: accordo raggiunto per evitare nuove escavazioni

di Stefano Scaccabarozzi

Nella seduta del Consiglio provinciale del 28 Novembre, maggioranza e opposizione presenteranno due ordini del giorno distinti, ma con uguale conclusione: nessun fronte estrattivo verrà aperto in provincia di Lecco.

L'accordo era nell'aria e se pur non ancora nella forma sembra essere stato raggiunto nei contenuti, come anticipato negli scorsi giorni da ResegoneOnline: conclusione dell'iter di revisione del Piano Cave senza l'apertura di nessun nuovo fronte estrattivo.

 

Paolo Arrigoni, capo gruppo della Lega Nord

Nella seduta di mercoledì 28 Novembre maggioranza e opposizioni presenteranno infatti due diversi ordini del giorno in merito per poi giungere probabilmente a un unico testo condiviso. Così dopo oltre un anno dall'avvio dell'iter di revisione è facile pensare che si possa mettere la parola fine alla questione Cornizzolo e sulle eventuali altre nuove cave, con buona pace dei costruttori.


Andiamo con ordine. Nel testo che i gruppi consiliari della Lega Nord e del Pdl presenteranno mercoledì sera verrà chiesto che :«il Consiglio provinciale approvi di far portare e portare a conclusione e in approvazione il Piano Cave Provinciale concentrando gli implementi di escavazione e gli interventi estrattivi esclusivamente nei giacimenti già aperti, tenendo nella debita considerazione il parere e la valutazione delle amministrazioni comunali coinvolte».

 

Le minoranze invece chiederanno al Consiglio provinciale di esprimere «una netta contrarietà all'insediamento di nuovi ambiti estrattivi nel territorio della Provincia di Lecco» e chiedono al presidente Nava e all'assessore Signorelli di «stralciare dal redigendo Piano Cave provinciale le schede relative ai nuovi potenziali ambiti di estrazione, sia nel comparto 'rocce per usi industriali' sia in quello delle 'sabbie e ghiaie'»; di valutare inoltre «l'opportunità di sospendere l'iter di approntamento dell'intero Piano Cave provinciale».


Alla luce del dibattito avvenuto nell'ultimo anno è importante sottolineare come mell'ordine del giorno della maggioranza si legga anche che: «a seguito del procedimento di Vas (Valutazione ambientale strategica) intermedia, che comunque ha evidenziato criticità sotto il profilo tecnico in relazione alle nuove escavazioni in alcuni potenziali giacimenti, è emersa dal territorio una tendenziale contrarietà in merito ai nuovi ambiti estrattivi».Italo Bruseghini

 

Pdl e Lega Nord inoltre prendono atto «della decisa contrazione del mercato edilizio e del conseguenziale calo del fabbisogno di materiale frutto di escavazione» e valutano che il riordino delle Province penalizzi «l'operato dell'Ente, rendendo comunque inattuabile anche per ragioni di mera tempistica la revisione di un Piano Cave che implichi eventuali inteventi di escavazione in nuovi potenziali siti».

 

Nella risoluzione delle vicenda, oltre alla grande mobilitazione popolare, appare essere stata decisiva la dura presa di posizione della componente meratese della Lega Nord che, supportata anche del segretario nazionale Matteo Salvini, ha portato a una resa dei conti interna al partito che ha permesso di dettare la linea al resto della maggioranza. Non sembra infatti casuale che proprio in questi giorni la sezione provinciale del Carroccio sia stata commissariata con il segretario Pucci Ceresa, il più possibilista sulle cave, sostituito dall'onorevole monzese Paolo Grimoldi.

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