Lecco, 16 ottobre 2015   |  

I prosciutti Pertus di Olgiate in mostra a Expo

Premio Food Awards a 27 campioni artigiani del cibo made in Italy

pertus

Marco Lissoni con il segretario generale di Confartigianato Lecco Vittorio Tonini e il presidente nazionale di Confartigianato Giorgio Merletti.

C’è la Pertus Prosciutti di Olgiate Molgora, azienda associata a Confartigianato Imprese Lecco, tra i vincitori del concorso Food Awards “Nutrire il futuro. Energie dalla tradizione”, promosso da Confartigianato per celebrare, in occasione di Expo 2015, l’eccellenza dell’artigianato made in Italy. Marco Lissoni, titolare del prosciuttificio brianzolo insieme al fratello Riccardo e a Valentina Galli, ha ritirato mercoledì scorso il prestigioso riconoscimento all’Italian Makers Village di Milano. Il premio è stato consegnato dal direttore del Corriere della Sera Luciano Fontana e dal presidente nazionale di Confartigianato, Giorgio Merletti.

Oltre al premio, i prodotti della Pertus hanno guadagnato la straordinaria occasione di essere in mostra in area EXPO, nell’ambito dello spazio espositivo di Confartigianato situato nel Cardo Nord Ovest di Padiglione Italia.

“L’esposizione in Expo – spiega il Presidente di Confartigianato Imprese Lecco Daniele Riva - è la seconda fase del Concorso indetto da Confartigianato che, a giugno, aveva portato alla ribalta dell’Esposizione universale i vincitori del settore manifatturiero. Ora è il turno degli operatori del settore alimentare, i cui prodotti sono stati scelti da una giuria di esperti, con particolare attenzione alla qualità, alla tradizione, al confezionamento, alla presentazione, all’etica produttiva, per ribadire il ‘valore artigiano’ nei suoi requisiti di eccellenza, personalizzazione, identità e tracciabilità. Eccellenza intesa come qualità riconosciuta e certificata delle materie prime e delle lavorazioni; personalizzazione come espressione dello stile unico dell’artigiano; identità quale insieme delle caratteristiche che rendono il prodotto riconoscibile; tracciabilità intesa come possibilità di riconoscere la filiera produttiva, fondamentale indicatore di sostenibilità ambientale e di eco-compatibilità”.

Un concorso, dunque, che punta a dare risalto e a premiare la capacità dell’artigianato italiano di rinnovare le sue tradizioni, di lavorare con tecnologie e materiali innovativi, di offrire un’alternativa di qualità e di varietà alle proposte standardizzate e seriali della grande industria, coniugando manualità e innovazione, creatività ed esperienza. “L’Italia del buon cibo – sottolinea il Presidente nazionale di Confartigianato Giorgio Merletti – è tutta in questi prodotti artigiani che sono un piacere per il palato ed una gioia per la vista. E generano occupazione, reddito e ricchezza per il nostro Paese”.

Secondo i dati dell’Ufficio studi di Confartigianato le imprese artigiane del settore alimentare sono 90.788 (pari al 61,4% del totale delle imprese italiane del settore) e danno lavoro a 158.368 addetti (pari al 36,9% del totale degli addetti del settore). Nell’ultimo anno l’export dei prodotti alimentari italiani si è attestato a 28,4 miliardi, con una crescita del 3,2% rispetto all’anno precedente.
A certificare l’alta qualità del cibo made in Italy è anche il numero di specialità alimentari italiane riconosciute e tutelate dall’Unione Europea con i marchi DOP (Denominazione di Origine Protetta), IGP (Indicazione Geografica Protetta) e STG (Specialità Tradizionale Garantita). L’Italia è leader nell’Ue per quantità di prodotti difesi da questi marchi di qualità: ben 261 (pari ad un quinto del totale dei prodotti di qualità europei censiti) realizzati da 7.090 imprese di trasformazione. Ci seguono in classifica la Francia (208), la Spagna (173), il Portogallo (123).

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