Mandello del Lario, 23 dicembre 2014   |  

Feste di Natale nella valle che non c'è

di Matteo Possenti

Un vecchio libro francese rivela delle tradizioni che avrebbero animato Mandello durante le festività natalizie nel Novecento. Ma i racconti si intrecciano fra realtà e fantasia, suscitando alcune domande a cui, forse, solo i mandellesi di oggi sapranno dare risposta

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Festa di Natale in Val di Rose, 1905

Nel corso delle mie ricerche per l'articolo di argomento natalizio mi sono imbattuto in un volume francese intitolato: “Noël dans le pays étrangers”, opera di Monsignor Chabot, parroco di Pithiviers, pubblicato nel 1906. Questo libro era la naturale prosecuzione di un libro analogo in cui lo stesso autore raccontava le antiche usanze natalizie nelle province francesi e si prefiggeva di tracciare un quadro che coprisse il più possibile l'Europa, raccontando sia dei paesi del nord (Svezia, Norvegia, Inghilterra Germania) che di quelli del sud (Italia, Napoli, Sicilia, Spagna).

È già abbastanza curioso che un libro del primo Novecento, sia pure francese, consideri Napoli e Sicilia qualcosa di diverso dall'Italia, ma forse ancora più curioso è leggere il contenuto del capitolo dedicato all'Italia, poiché questo è dedicato per tre quarti alle festività e tradizioni natalizie della Capitale, includendo un accenno alla Toscana e a Genova e concludendo con poco più di una pagina che parla di... Mandello!

Primo zampillo annuale della fonte sulfurea

«In alcune città d'Italia», racconta Monsignor Chabot, «è ancora possibile vedere ciò che è chiamata “La ruota della Befana”. È un girotondo di bambini che cantano a voce alta, intorno a un grande falò. Questa usanza ancora esiste a Mandello, sulle rive del lago di Lecco. Un corteo numeroso, che precede una musica barbarica e una pittoresca mascherata, scorta la Befana, la vecchia che porta il giglio e la conocchia. Secondo la leggenda, viene, il giorno di Natale, per distribuire giocattoli e dolci ai bambini buoni. La festa si conclude nella piazza del paese in un fuoco gioioso in cui brucia l'effigie della vecchia, che rinascerà dalle sue stesse ceneri l'anno successivo».

«In questo stesso villaggio di Mandello, il capo popolo indossa un costume speciale e, circondato da una grande folla, offre una marmitta di zuppa fumante al bambino Gesù che si venera in una mangiatoia posizionata nella grande piazza. Ai piedi di un altare improvvisato, sono depositati su un tappeto delle brocche d'acqua, che si verranno a riprendere il giorno successivo. Serviranno come pio regalo per gli amici, perché si crede che quest'acqua ottenga delle virtù particolari nel tempo che è rimasta davanti al presepe». «Nella stessa regione, nella val di Rose (sopra Mandello), la gente del posto interpreta ancora, in occasione del Natale, dei “Misteri” che risalgono al Medioevo. Rappresentano la processione dei pastori e dei Re Magi, indossando costumi che sono fieri di portare e salgono, cantando, sulle vicine alture, coperte di neve. Un chierico apre la processione, tenendo ben alta una stella luminosa: re e pastori seguono in ordine e raggiungono un presepio allestito in un eremo in cima alla montagna».

Ammetto di sapere ben poco su Mandello e, quindi, tutto contento di aver trovato una bella curiosità, mi sono chiesto sia se queste tradizioni esistono ancora, sia dove si trovi questa val di Rose. Per questo motivo, ho chiesto a qualche mandellese doc, ma non hanno potuto far altro che dirmi che né di queste tradizioni né, tanto meno, della val di Rose mai avevano sentito parlare.Ho cercato ancora e, questa volta, ho trovato una serie di disegni raffigurati «dal vero» del pittore milanese Riccardo Pellegrini (1863-1934) che, al tempo della pubblicazione, risiedeva sul Lago di Lecco. Queste sue opere del primo decennio del Novecento furono pubblicate su riviste prestigiose come “L'Illustrazione Italiana”, “Illustrazione popolare” o l'inglese “The illustrated London news”. La gioia di aver trovato per caso due illustrazioni natalizie, datate 1905, una relativa alla processione dei pastori e cavalcata dei Magi e una dell'invocazione a Gesù Bambino e altre due, del 1900 sullo stesso argomento, si è trasformata in stupore ed anche smarrimento quando mi è sembrato che la produzione iconografica di Pellegrini, relativa alla val di Rose e alle altre località della val di Maggio e di Romero, tutti situate nei dintorni di Mandello, fosse un po' eccessiva.

Festa notturna di Ferragosto in Val di Rose

Oltre a queste celebrazioni e tradizioni natalizie, infatti, secondo il racconto per immagini di Pellegrini pubblicato nelle riviste sopra citate, nella Val di Rose accadeva qualcosa durante tutto l'anno. Una volta c'era la scalata dell'albero della cuccagna; poi il banditore dell'armata di ferro passava casa per casa; in un altro mese, invece, c'era il rito della benedizione delle acque; a carnevale la festa sul lago; per Pasqua, invece, sia le cerimonie nella piscina probatica della val di Maggio, che la processione di espiazione del venerdì santo che quella della domenica in Albis; non dimentichiamo la famosa fabbricazione dei giocattoli; poi le feste di ferragosto, sia diurne che notturne; la festa poetico-religiosa del Biancospino; le pazze; la festa della notte di san Giovanni; la salita espiatoria a Romero e, infine, la festa del primo zampillo annuale della fonte sulfurea “Serenella”.

Nell'introduzione del suo libro, Chabot invita i lettori ad inviargli ritagli di riviste che parlino di feste e tradizioni natalizie, per poter arricchire sempre più i suoi testi. Mi sono chiesto: «Che l'anno precedente abbia ricevuto da qualcuno proprio le illustrazioni di Pellegrini?». Perché il buon artista ha voluto ambientare tutta una serie di fatti, eventi e tradizioni, verosimili, ma probabilmente inventati, in una località fantastica (non ho trovato la val di Rose su nessuna mappa), che pure doveva trovarsi poco distante da casa sua? Soprattutto, perché riviste come “L'Illustrazione Italiana” pubblicarono per anni queste immagini ritratte “dal vero”, senza che nessuno controllasse che lo fossero veramente? E come è possibile che nessun lettore abbia protestato, scrivendo alla redazione che era tutto falso?

Mandellesi, se ne sapete qualcosa, venite in mio aiuto! Intanto, Buon Natale a tutti i lettori!

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