Lecco, 11 novembre 2014   |  

Eugenio Alejandro Cardini e Villa Pasturo

di Matteo Possenti

Il viaggio di Resegoneonline attraverso i fatti e i ritratti lecchesi prende avvio dall'Argentina e da una dimora dal sapore valsassinese.

VillaPasturo

Villa Pasturo

Comincia oggi sulle pagine di Resegoneonline.it una nuova rubrica, intitolata: «Fatti & ritratti lecchesi». I protagonisti non saranno solo lecchesi di nascita, ma anche persone che, nella loro vita e con le loro opere, hanno avuto a che fare in modi e per motivi diversissimi tra loro con Lecco e la sua provincia. I fatti, invece, saranno per lo più riconducibili alla cronaca, spesso tratti da articoli pubblicati da giornali d'epoca, non solo locali. Qualche volta, infine, sarà un argomento specifico a darci l'ispirazione e ne racconteremo alcuni aspetti o seguiremo il suo sviluppo nel corso del tempo.

Il primo degli articoli di questa serie è frutto della collaborazione, di una ricerca a più mani, svolta insieme a Gigi Orlandi, de «Il Grinzone», periodico trimestrale di Pasturo, già diretto dallo scomparso Antonio Bellati.

Eugenio Cardini

«Tutto è cominciato il 28 dicembre scorso da una mail di Pierfranco Mastalli che Guido Agostoni mi ha inviato con la classica domanda: "Riusciamo a saperne di più?"» racconta Gigi Orlandi.

Ecco il testo della lettera: «Ciao. Mi sono "imbattuto" in Eugenio Alejandro Cardini, un fotografo argentino di origine italiana (nato a Buenos Aires 1879 - deceduto 1962). Madre Juana Airoldi, moglie Maria Magdalena Malugani. A Mar del Plata aveva una residenza chiamata "Villa Pasturo". Sai qualche cosa di questa storia? Grazie Auguri. Ciao Pierfranco Mastalli.»

Perché una «Villa Pasturo» a Mar del Plata, questa notissima località balneare nella provincia di Buenos Aires? Per caso o forse no, pure oggi, proprio a Lecco, c'è una ben nota famiglia di fotografi Cardini in attività e gli stessi nomi della madre, Airoldi, e della moglie, Malugani, fanno pensare in qualche modo al nostro territorio. Ma qual è il legame con Pasturo?

Eugenio Alejandro Cardini, racconta la sua biografia, nacque a Buenos Aires nel 1879, da genitori italiani che avevano lì impiantato una fabbrica di mobili di ferro. Eugenio era appassionato di fotografia, arte che aveva appreso da autodidatta. Forse dopo aver visto le prime immagini in movimento giunte nella sua città, nel 1895, Eugenio costruì da sé nel 1896 il primo apparecchio cinematografico argentino, cercando di copiare la cinepresa e il cinetoscopio inventati da Edison.

I risultati non furono soddisfacenti, così Eugenio decise di comprare il meglio che fosse disponibile sul mercato. Nel 1897 venne in Europa e si recò a Parigi, dove acquistò il settimo apparecchio reversibile costruito dai fratelli Lumière, alcune copie dei film da loro girati e un po' di pellicola vergine.

Cardini tra due donne

Durante lo stesso viaggio, prima della fine dell'anno, il 21 novembre 1897, venne a Lecco dove collaudò la insolita, preziosa e modernissima attrezzatura filmando un gruppo di famigliari che camminavano sorridenti guardando l'obiettivo. Un rullo da 17 metri di pellicola basta per inserire Lecco di diritto nella storia del cinema. Purtroppo questo documento storico, citato nella biografia, non esiste più.

Dunque, veramente Cardini aveva parenti a Lecco! Parenti di cui, prima di allora, forse aveva solo sentito parlare dai suoi genitori. La ricerca sui parenti di Eugenio Alejandro Cardini si avvantaggia dei dati genealogici pubblicati su siti internet da qualcuno dei suoi discendenti. Se papà Cardini era nativo di Omegna, in Piemonte, si scopre, però, che la sua nonna materna si chiamava Mariana Ticozzi e, grazie alle ricerche di Gigi Orlandi, sappiamo con certezza che era nata a Pasturo nel 1830 e all'età di vent'anni, nel 1850, sposò, sempre a Pasturo, Carlo Airoldi, fabbro ferraio di Rancio. L'attività di costruzioni in ferro era dunque attività di famiglia.

Tornato a casa in Argentina nel 1898, Eugenio Alejandro divenne sempre più attivo nella fotografia e nel cinema, con esperimenti nella stereoscopia e con molti cortometraggi al suo attivo, spesso ispirati per impostazione e tema a quelli dei fratelli Lumière. Un esempio evidente, del 1902, è la ripresa dell'uscita delle maestranze dalla fabbrica di mobili del padre, proprio come Auguste e Louis avevano filmato l'uscita degli operai dalle loro officine.

Delle riprese di Cardini di questo periodo, su Youtube, a questo link http://youtu.be/4BdZEWXumjQ si può vedere la breve sequenza di 11 secondi di «Plaza de Mayo» sempre del 1902.

Per motivi che non conosciamo tra 1907 e 1908 Cardini tornò in Italia con la moglie, a Lecco e a Milano. Certo è che, proprio da Lecco, dove evidentemente risiedeva, Eugenio Alessandro Cardini, italianizzando il proprio nome, fece richiesta per diventare socio vitalizio del Touring Club Italiano mentre a Milano all'inizio del 1908 nacque sua figlia Laura.

Eugenio tornò quindi in Argentina, dove continuò ad occuparsi delle sue passioni fotografiche e cinematografiche. Pochi anni dopo, nel 1911, la madre Juana Airoldi Cardini commissionò all'architetto Julian Garcia Núñez, uno dei più illustri esponenti dell'Art Noveau in quel Paese, la costruzione a Mar del Plata di «Villa Pasturo», in memoria della propria madre Mariana Ticozzi.

«È bello immaginare» commenta Gigi Orlandi «che la villa potesse essere luogo di ritrovo per i nostri concittadini laggiù emigrati che, anche grazie al nome, rievocavano la loro casa.»

La villa (su due piani più solaio, a pianta quadrata di 12 mt. di lato) fu demolita negli anni '70 e, di essa, rimangono solo una fotografia e il cancello di ingresso in ferro battuto che, salvato da un industriale italiano, oggi fa bella mostra di sé in uno studio e galleria di pittura di Mar del Plata.

Eugenio Alejandro Cardini, morto a Mar del Plata nel 1962, è celebrato come pioniere della cinematografia argentina.

di Matteo Possenti e Gigi Orlandi

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