Lecco, 24 marzo 2015   |  

Elezioni a Lecco. Riva: 5 stelle contro 2 vecchie volpi

Il candidato grillino è stato ospite in redazione per il terzo appuntamento del Forum in vista delle prossime amministrative.

Due anni dopo il comizio di Beppe Grillo a Lecco, con 5 mila persone in piazza Cermenati, il Movimento 5 Stelle si presenta per la prima volta alle elezioni amministrative del capoluogo. Dopo l'eclatante 25 per cento ottenuto a livello nazionale (il 17,7 per cento in città) nelle politiche del 2013 e le vittorie in comuni importanti come Parma e Livorno, i pentastellati lecchesi si preparano a fare il loro ingresso anche a Palazzo Bovara. A rappresentare i grillini manzoniani è Massimo Riva, originario della Sardegna ma residente a Lecco da sempre, 39 anni, vice direttore di banca a Erba, sposato con una figlia.

Riva, alla prima esperienza politica, si è avvicinato ai 5 stelle nel 2006 come frequentatore del blog di Beppe Grllo, mentre è dal 2011 che fa parte attivamente del gruppo dei grillini lecchesi. I temi su cui punta maggiormente sono quelli tipici del Movimento: energie rinnovabili, acqua pubblica, trasparenza, partecipazione dei cittadini, riduzione dei costi della macchina amministrativa e un taglio netto con la vecchia politica. A essere differente è invece lo stile: il candidato sindaco pentastellato si ispira infatti maggiormente all'onorevole Di Maio piuttosto che a Beppe Grillo, per un Movimento a 5 Stelle che vuole dimostrare di saper essere anche proposta e di saper agire anche all'interno delle istituzioni.

Massimo Riva in redazione durante il Forum

 Il vostro slogan dice che “Un'altra Lecco è possibile”. In cosa deve cambiare la città?
Questa è una Lecco che negli ultimi 20 anni è andata perdendo la sua vocazione senza però saperne trovare un'altra. La Lecco laboriosa delle aziende che davano ricchezza e occupazione è andata spegnendosi. La città ha voluto puntare sul terziario da servizi a cui si è accompagnata una crescita immobiliare fuori controllo (oggi ci sono più di 2mila unità abitative sfitte in città) nonostante una tendenza demografica in calo. Il territorio mostra le ferite: si è costruito tanto e male, il 90 per cento delle cave della provincia si trova in città.

Di chi sono le responsabilità?
La politica lecchese non ha saputo porre un freno alla desertificazione produttiva: grandi attività hanno abbandonato Lecco per settori della vicina Brianza o della Svizzera meglio attrezzate a livello di infrastrutture. Inoltre non si sono sapute creare le condizioni per "un'impresa turistica", che non si inventa dall'oggi al domani ma che le amministrazioni avrebbero dovuto favorire. Secondo noi bisogna puntare su un turismo di qualità, sostenibile e diffuso, seguendo l'esempio di Locarno, città lacustre con un turismo di un certo livello. Sono perciò necessarie piccole e medie strutture ricettive ben inserite nel territorio, sfruttando magari anche la fascia pedemontana.

Il candidato 5 Stelle Massimo Riva

Le piccole e medie imprese rimangono però l'architrave dell'economia lecchese.
Il turismo è una componente ma non può essere l'attività trainante. Bisogna favorire le imprese manifatturiere e artigianali con una No Tax Area comunale. Nello specifico proponiamo tre anni di esenzione fiscale totale per le start up e le aziende che tornano sul territorio e che si impegnano a rimanervi per almeno 10 anni. Inoltre esiste una legislazione lombarda, che il Movimento 5 Stelle ha contribuito a scrivere, che va in questa direzione e che è in via di sperimentazione a Sesto San Giovanni. Abbiamo poi un'altra proposta molto interessante.

Ci dica.
Con una nuova visione delle politiche energetiche si possono creare le condizioni per far tornare le attività produttive in città. L'energia idrica ha un bassissimo impatto ambientale e potrebbe permettere di abbassare i costi dell'energia per le attività produttive. A tal proposito stiamo studiando un progetto di valorizzazione della valle del Gerenzone e di riscoperta della ruota idraulica e della vite di Archimede. Pensiamo a piccole strutture diffuse che possano alimentare gli impianti elettrici degli edifici pubblici e poi eventualmente cedere l'energia in eccesso alle imprese.

In queste settimane siete impegnati in una serie di incontri nei rioni. Cosa le chiedono i cittadini?
Più confronto. Questa giunta non ha creato quelle condizioni di partecipazioni che aveva promesso. Noi vogliamo attuare gli strumenti di partecipazione diretta dei cittadini, chiamandoli a esprimersi su come vorrebbero fosse amministrata la città. Inoltre ci viene chiesto di ripartire dell'Abc: manutenzione delle strade, mobilità, viabilità, trasporto pubblico locale, assistenza sociale agli anziani e alle fasce deboli.

Avete lanciato la proposta di renderle il servizio di trasporto pubblico urbano gratuito.
La nostra proposta è rivolta a tutti i residenti in città: lavoratori, disoccupati, pensionati e studenti. Secondo le nostre analisi economiche affidando a Linee Lecco, che non va privatizzata, la gestione dei parcheggi cittadini è possibile coprire i costi. Anche a Lecco è necessaria una riscoperta della gestione dei servizi pubblici essenziali.

Beppe Grillo a Lecco nel 2013 (Credit Dario Mainetti)

Lecco è città generosa o avara?
In questa fase bisogna tutti quanti riscoprire un forte senso di comunità. Diciamo con convinzione che nessuno deve rimanere indietro. Un'opera molto importante la compie la Caritas, ma mi piacerebbe vedere non solo strutture religiose ma anche laiche. Questo un po' manca.

Che città è Lecco dal punto di vista politico?
Moderata, dove l'elettorato cattolico ha un forte peso. Storicamente è proprio questo elettorato a decidere l'esito delle elezioni. E noi a quell'area ci rivolgiamo.

Guardando Grillo non si direbbe.
Grillo ha creato la start up del Movimento. Ora però dobbiamo stare sulla scena politica con le nostre gambe e per farlo bisogna parlare in maniera concreta e convincente, passando alla fase di proposta. Io ad esempio mi ispiro più a una figura come Luigi Di Maio.

Cosa crede di avere in più lei rispetto agli altri 4 candidati?
Sicuramente il fatto di non essere legato a strutture partitiche. Non dovrò rendere conto né a segreterie di partiti, né alle lobby di potere. Quello è un mondo che non ci appartiene, noi dobbiamo rendere conto soltanto ai cittadini. Inoltre abbiamo una visione che va oltre agli schemi delle contrapposizioni ideologiche, orientata al bene comune.

Vi accusano di non avere esperienza amministrativa.
Se questi sono i risultati di chi ha alle spalle decenni di amministrazione allora è meglio un “neofita” che ha alle spalle un percorso professionale, ruoli dirigenziali. Nella nostra lista ci sono persone già abituate a ricoprire incarichi di responsabilità e a dover gestire situazioni complesse.

Massimo Riva con il simbolo dei 5 Stelle

Cosa ne pensa dei suoi avversari?
A questa giunta rimprovero di aver dovuto fare troppe mediazione con tanti portatori interessi diversi, dimenticandosi dei cittadini. Il Pgt (Piano di governo del territorio) ne è un chiaro esempio: troppe mediazione e poca politica vera. Brivio ha dimostrato scarso polso e non ha saputo imporsi e dare una visione strategica alla città. Inoltre gli contesto il mancato indirizzo nelle società partecipate dove sembrano comandare gli amministratori.

Bodega è l'estremo opposto rispetto Brivio. Ha governato quando c'erano le vacche davvero grasse, con vincoli molto più leggeri e grandi trasferimenti statali. Governare all'inizio degli anni 2000 era un'attività di una facilità disarmante, ma la cattiva amministrazione di quegli anni la stiamo ancora pagando oggi. Soldi ce ne erano ma sono stati spesi male con tante opere iniziate e non concluse e altre realizzate in maniera non ottimale come la pavimentazione delle piazze e di viale Turati. Inoltre Bodega ha acquisito una marea di proprietà immobiliari che a un Comune non servono.

Anghileri non lo conosco dal punto di vista politico. Nella sua vita ha fatto grandi battaglie sociali, mi sembra una brava persona che però rappresenta la nostalgia di un mondo che ci siamo lasciati alle spalle. Quell'area politica mi sembra abbia abdicato sul tema dei beni comuni.

Negrini è la grossa incognita. È un commerciante del centro Lecco stimato e apprezzato. Se Lega e Forza Italia si sono dovuti rivolgere a lui evidentemente al loro interno non avevano nessuna risorsa di una certa affidabilità.

Siamo tre outsider e due vecchie volpi della politica. Vedremo se i ruoli si invertiranno.

Come siete considerati dalle altre forze politiche?
Mi piacerebbe ci giudicassero sulla base dei contenuti del programma. Noi siamo persone che studiano bilanci e delibere, che controlla e fa domande, non abbiamo peli sulla lingua.

Il pensiero di Massimo Riva in pillole

Lei ha almeno dieci anni in meno rispetto a tutti gli altri candidati. Cosa significa?
Credo di poter contare su una freschezza e agilità mentale migliore rispetto a persone che sono cresciute in un contesto differente. Inoltre io sono nato e cresciuto a Lecco e questo è un vantaggio rispetto a un sindaco che vive la città solo in ambito lavorativo abitando in un altro Comune.

Quale vantaggio ci sarebbe per i cittadini ad avere dei consiglieri comunali 5 Stelle?
Sicuramente quello di avere dei cani da guardia. Il Movimento 5 Stelle si caratterizza per fare un'opposizione vigilante. Le opposizioni in questi cinque anni sono state completamente assenti, salvo il consigliere Magni (Sel-Rifondazione) che pure era partito in maggioranza.

A Lecco da quanti voti partite?
In città nelle due tornate elettorali a cui abbiamo partecipato non siamo mai scesi sotto il 13-14 per cento. C'è da dire che a fronte del calo nazionale del Movimento, in città il numero di voti è rimasto inalterato: uno zoccolo duro di oltre 3mila preferenze.

A quale risultato puntate?
Il ballottaggio può non essere così lontano dalla realtà visto che le altre forze politiche si sono presentate così frammentate. Se non fossimo noi ad andare al ballottaggio saremo chiamati a essere l'ago della bilancia. In quel caso chiederemo alle forze politiche giunte al secondo turno di prendersi impegni concreti davanti ai cittadini sui punti del nostro programma. Non siamo interessati a mercanteggiare poltrone, attività su cui gli altri partiti sono invece già molto attivi.

Vi vedremo nelle aule di palazzo Bovara con le telecamerine e le dirette streaming?

Il presidio costante di commissioni e consigli è fondamentale. Tutto deve poter essere registrato e reso pubblico perché si tratta di atti pubblici. I cittadini vanno informati e poi responsabilizzati anche attraverso budget da amministrare nei rioni per iniziative locali o con referendum che non siano solo consultivi ma abbiano valore decisionale.

Avete proposto anche dei tagli ai costi dei politici lecchesi.
Riteniamo che un taglio ci possa essere soprattutto sugli emolumenti di sindaco e assessori.

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