Lecco, 14 giugno 2016   |  

Due studi per analizzare le emissioni dell’inceneritore di Valmadrera

Oltre all’analisi commissionata da Silea all’Università di Torino, il consiglio comunale ha approvato la richiesta di Riva (M5S) e Donato (Appello per Lecco) di avviare una seconda indagine epidemiologica

inceneritoree valmadrera

Quanto incidono le emissioni del forno di Valmadrera sulla salute della popolazione? Per dare una risposta il più possibile precisa a questa domanda, il consiglio comunale di Lecco ha richiesto a Silea di effettuare un secondo studio epidemiologico. La proposta è stata portata avanti dai consiglieri Massimo Riva del Movimento Cinque Stelle e Ivano Donato di Appello per Lecco e lunedì sera ha raccolto l’approvazione unanime da parte del consiglio. «Approvata all'unanimità la nostra richiesta di indagine epidemiologica sugli effetti per la salute umana delle emissioni del forno inceneritore di Valmadrera - è il commento di Massimo Riva -. Il Sindaco di Lecco si adopererà poi in sede di Assemblea Intercomunale affinché i Sindaci soci di Silea sottopongano ai rispettivi consigli comunali il progetto di teleriscaldamento per la sua approvazione o bocciatura, come a suo tempo si decise di fare a Lecco».

Ancora una volta il tema dello smaltimento dei rifiuti si lega a doppio filo a quello della salute dei cittadini. La società Silea ha già commissionato all’università di Torino uno studio, come sottolineato dal consigliere Donato. «Silea ha accolto la richiesta avanzata da cittadini e associazioni che da tempo auspicavano un approfondimento epidemiologico sul territorio. È stato scelto uno studio di tipo retrospettivo, ossia basato sulla casistica sanitaria e sulla diffusione delle polveri. Si tratta di una ricerca sicuramente valida soprattutto per lo studio delle malattie tumorali, cardiovascolari e neurodegenerative, ma i tempi sono troppo lunghi: tre anni, il ché significa che i risultati non arriveranno prima del 2018». Ed è proprio per questo motivo che Donato e Riva hanno deciso di promuovere la richiesta di un’ulteriore ricerca da eseguire con un metodo diverso. «La nostra richiesta – continua Ivano Donato - è che Silea faccia realizzare uno studio epidemiologico di tipo osservazionale, avvalendosi di un sistema GIS (Geografic Information System) che permetta da un lato di semplificare e velocizzare la fase di valutazione dell'esposizione per i soggetti coinvolti nello studio, e dall’altro di produrre una mappa utile alla descrizione visiva della situazione, con le aree coinvolte dalle ricadute dei fumi dell'impianto». La fascia di età su cui si concentra questo tipo di studio va da 0 a 14 anni e riguarda patologie come sinusiti, bronchiti e in più generale infezioni all’apparato respiratorie. Altro grande vantaggio di questo secondo studio epidemiologico è la durata: solo un anno per avere i risultati.

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