Lecco, 01 giugno 2015   |  

Dalle urne regionali una valanga annunciata

di Silvano Guidi

Gli esiti elettorali sono stati molto eloquenti e non lasciano margini per i soliti equilibrismi dialettici in cui tutti hanno vinto. Renzi esce ridimensionato, mentre Lega e 5 Stelle incassano clamorosi successi

renzi sconsolato

Il premier Matteo Renzi

Il commento alla tornata elettorale appena terminata potrebbe riassumersi beffardamente nel motto "la scoperta dell'acqua calda". C'è chi mostra ipocriti stupori per l'affermazione di Lega e 5 Stelle, per il ridimensionamento di Renzi, per la coriacità di Berlusconi, per la rabbia degli italiani, per il gap, anche comportamentale, fra Nord e Sud (e qui le condizioni economiche non c'entrano; qualcuno dovrebbe spiegare perché mentre quasi ovunque i dati dello spoglio erano definitivi in Campania invece andavano a rilento, mentre in Sicilia ancora si votava. Là, in Trinacria, servono due giorni per compiere il proprio dovere civico e, come diceva Totò, "quando c'è da risparmiare noi non badiamo a spese").

Di Maio e Grillo

Partiamo dalle diverse forme di rabbia che pervadono il Paese. Quando va a votare appena un avente diritto su due (è successo anche a Lecco), in una terra che ha sempre fatto della partecipazione un suo tratto distintivo, allora significa che qualcosa di molto insanabile si è rotto nel rapporto fiduciario governanti-governati.

Niente di più giustificato, del resto, quando non si rispettano i pronunciamenti della Consulta; quando diritti, morale e senso etico diventano certezze variabili a seconda dei casi e degli interpreti; quando le leggi hanno poteri retroattivi; quando i contratti Stato-cittadino possono essere stravolti a posteriori cancellando certezze e pianificazioni di vita.

I 5 Stelle, finita la fase urlata e gli show del Fondatore, stanno mostrando concreta laboriosità e argomentazioni molto credibili. Si sono autoridotti gli stipendi e mostrano altissima produttività parlamentare e presenza in Aula. Chi scrive segue i lavori del consiglio regionale della Lombardia ed è testimone oculare dell'impegno certosino dei pentastellati lombardi (Buffagni, Carcano, Maccabiani, Macchi, Nanni e Violi). I loro toni sono pacati, le loro proposte stimolanti, i loro suggerimenti quasi sempre recepiti dall'Aula del Pirellone. Perché fingere di meravigliarsi se i ragazzi di Grillo sono primi in tante località d'Italia? Gli elettori hanno ormai i loro canali informativi e non abboccano più alla falsa propaganda.

E veniamo alla Lega del "barbaro" e conduttore di ruspe Salvini. Il Matteo verde è il leader politico che ha consumato più suole e più voce in giro per l'Italia, da Nord a Sud, fra campi rom e lanci di uova, osannato dai sostenitori e sbertucciato dagli oppositori, ma sempre in prima linea in qualsiasi piazza a metterci felpe e viso.

Salvini e Zaia

Il suo non è un partito liquido, è al contrario una formazione solida e nerboruta. Lo accusano di fomentare istinti viscerali e di alimentare la paura. Ma se esistono situazioni destabilizzanti di chi è la colpa? Di Salvini, forse? Come dire che se c'è la febbre la colpa e del termometro che la misura.

Chi viaggia poco per l'Italia e più che verificare di persona si lascia influenzare da cronache e commenti strumentali o, peggio ancora, da luoghi comuni, provi ad interrogarsi sul perché la Lega è tanto forte al Nord e in special modo in Veneto e Lombardia. Sono le due regioni-locomotiva d'Italia, due terre funzionali, con Sanità molto efficiente, servizi più che buoni, opportunità di lavoro abbastanza alte e disoccupazione ai livelli più bassi. A nessuno viene il dubbio che la Lega, insieme agli altri partiti di centrodestra, sappia bene amministrare?

Sono appena stati stilati due rapporti da Corriere della Sera e dal Sole 24 Ore in cui si afferma che "se tutte le Regioni ordinarie utilizzassero i parametri della Lombardia basterebbero 16.038 dipendenti regionali contro gli attuali 37.490 e ancora che al Nord ci sono 0,78 dipendenti regionali ogni mille abitanti in età lavorativa, contro 1,21 al centro e 1,57 al sud, mentre il rapporto migliore è in Lombardia con 0,48 dipendenti ogni mille abitanti, quello peggiore in Molise con 3,59. Il costo medio delle Regioni italiane per ogni singolo cittadino è di 3.124 euro l'anno con punte di 4.622 in Molise mentre la Regione più virtuosa è ovviamente la Lombardia con un costo per residente di appena 2.339 euro".

Matteo Renzi in attesa dei risultati

Bisogna poi prendere atto che certi principi (controllo della immigrazione, no ai campi rom, più sicurezza per strade e città, tanta attenzione prioritaria agli italiani in difficoltà) sono ampiamente condivisi. Così come apprezzata e sostenuta è la battaglia contro la legge Fornero e la convinzione che esodati e pensionati non siano "materiale" di scarto; se lo ricordino tutti i ben pasciuti che ci sommergono di regole di "bien vivre".

Ed eccoci a Renzi. Il giovane e ipercinetico premier ha preso una salutare sberla. Dopo il 40 % alle europee Matteo Renzi, che pure era diventato presidente del Consiglio glissando gli esami elettorali, domenica 31 maggio è stato riportato, insieme al suo Pd, entro recinti più modesti, assestandosi mediamente intorno al 28-30 per cento.

L'exploit europeo di Renzi fu dovuto a una massiccia migrazione di consensi elettorali dal partito di Monti a quello evolutivo del giovane leader. Ancora una volta furono borghesia e classe benestante italiana, sempre espressioni pavide e opportunistiche, a saltare dal vecchio al nuovo vincitore. Poi Matteo Renzi fu visto all'opera, si notò la sua facilità di parola e la meno efficace propensione ai risultati, nonché una certa spocchia della sua squadra e altre spicciole arroganze.

In Italia si vota meno frequentemente di un tempo, cosicché quando si può andare alle urne gli italiani non si lasciano scappare l'occasione per mandare messaggi chiari e diretti.

Lo staff comunicativo di Renzi ha messo in rete l'immagine che ritrae il premier intento alla playstation insieme ad Orfini: l'idea era, presumibilmente, quella di veicolare rilassatezza e assenza di preoccupazioni. Noi crediamo che l'effetto sia stato altro: un fanciullone poco maturo che si trastulla mentre la realtà fugge via.

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