Lecco, 10 giugno 2015   |  

Dalla Fondazione Cariplo 500mila euro per il Fondo Famiglia Lavoro

Luciano Gualzetti: «La crisi non è finita, occorrono risorse. Le storie di successo che stanno dietro questa iniziativa dimostrano che occorre andare avanti».

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Nuovo ossigeno per il Fondo Famiglia Lavoro. La Fondazione Cariplo ha stanziato la somma di 500mila euro a favore dell’iniziativa promossa dalla Diocesi di Milano per aiutare le famiglie colpite dalla crisi. Questo nuovo tesoretto consentirà di dare una risposta a gran parte delle circa 500 domande che ancora rimangono pendenti. Le richieste che resteranno in giacenza e le altre che continuano ad arrivare dai centri di ascolto potranno essere soddisfatte solo se arriveranno altri contributi. Benché, infatti, il flusso di risorse provenienti dai piccoli donatori è continuato in maniera costante - l’andamento si è assestato su una media di oltre 100mila euro al mese dall’inizio dell’anno - nello stesso periodo anche il numero di famiglie che ha avuto bisogno di auto non è diminuito.

«Fortunatamente le rete della solidarietà, anche con scarse risorse tiene. I volontari impegnati sul territorio continuano ad ascoltare le persone, stanno loro accanto e le aiutano come possono. Ma per andare avanti abbiamo bisogno del sostengono di tutti», spiega Luciano Gualzetti, vicedirettore di Caritas Ambrosiana e segretario generale del Fondo Famiglia Lavoro.

La crisi infatti morde ancora i ceti sociali più deboli. Operai non specializzati nel settore manifatturiero, operatori impegnati nei servizi poco qualificati. Italiani e stranieri. Per offrire a queste persone una soluzione duratura, l’aiuto erogato dal Fondo è stato sempre più orientato alla riqualificazione professionale e sempre meno alla pura assistenza. Emblematico il caso dell’ultima delibera della segreteria del Fondo Famiglia Lavoro, risalente allo scorso 9 aprile, con la quale sono stati stanziati 322.875 euro, per un totale di 125 erogazioni. Tra queste, 110, la quasi totalità è stata finalizzata al sostegno di corsi di riqualificazione professionale, 5 alla ricerca attiva del lavoro, 2 all’inserimento lavorativo e solo 8 alla pura assistenza.

Notevole la varietà delle proposte formative, selezionate dai centri di ascolto, nei territori a seconda delle richieste del mercato del lavoro. Il Fondo ha finanziato corsi per magazziniere, saldatore, panettiere, aiuto dentista, persino dog-sitter. Qualcuno è stato aiutato a perfezionare la propria qualifica: dopo un corso per assistente sanitario ne ha fatto uno per operatore. Qualcun altro ha provato più di un strada.

«Purtroppo le conseguenze della crisi che ci ha investito non sono terminate. A volte esplodono evidenti, a volte rimangono nel sommerso dove, con dignità, le persone cercano di resistere. La diocesi di Milano ha avuto un ruolo importante nell’attutire le conseguenze della povertà diffusa. Le storie di successo che stanno dietro questa iniziativa dimostrano che occorre andare avanti; nel frattempo la nostra fondazione non si ferma all’emergenza ma ha avviato numerose iniziative anche per l’impiego dei giovani. La disoccupazione è un’altra ferita sociale; in un anno, sono stati più di mille i ragazzi che hanno trovato un impiego con le iniziative promosse dalla nostra fondazione. Ci prepariamo ad altre azioni di questo tipo», ha detto il presidente della Fondazione Cariplo, Giuseppe Guzzetti.

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