Lecco, 21 marzo 2014   |  

Dal comitato per l'acqua pubblica un esposto alla Corte dei Conti

di Stefano Scaccabarozzi

Non una denuncia, ma una richiesta di chiarimento in merito a tutto quello che è stato dalla nascita di Lario Reti Holding fino a oggi.

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Il Comitato acqua pubblica di Lecco passa dalle parole ai fatti, depositando un esposto alla procura regionale della Corte dei Conti in merito al servizio idrico integrato lecchese. La notizia era già stata ventilata da tempo come estrema ratio per fare chiarezza nell'intricata vicenda della gestione di questo servizio primario dalla nascita della Holding Lario Reti fino ai recenti sviluppo societari che hanno visto passare l'affidamento del servizio da Idrolario a Idroservice.

 

«Si tratta di una iniziativa sofferta – spiega Remo Valsecchi del Comitato – ma dopo lunga riflessione abbiamo deciso di farlo perché troppe cose a nostro giudizio ci lasciano perplessi e il nostro senso civico ci impone di segnalare a chi di competenza». Un esposto, quindi non una denuncia, ma un elenco di fatti, date e circostanze composto da una relazione di 26 pagine, 25 schede tematiche che illustrano tutte le vicende societarie e 50 tra delibere e altri allegati.

 

«Se la procura ci dovesse dire che è tutto legittimo – continua il Comitato – saremmo comunque soddisfatti perché significherebbe che sarebbero scongiurati pericoli per il patrimonio pubblico. Il nostro unico obiettivo è un servizio pubblico efficiente, efficace ed economico; non ci interessa il privato, ma nemmeno un pubblico pasticcione».

 

Sull'esatto contenuto dell'esposto vige ancora il massimo riserbo, quel che si sa è che ripercorrerà la nascita di Lario Reti, le modalità con cui il servizio è stato affidato a Idroservice senza che essa avesse i requisiti, toccherà il tema del controllo analogo, delle consulenze e della strategicità della holding, analizzerà la situazione economica di Idrolario (dall'appalto con Lario Reti, alla correttezza del bilancio 2012), valuterà i costi delle operazione societarie fatte e chiederà un giudizio in merito alla legittimità degli organi amministrativi delle partecipate ora insediati.

 

Se la Corte dei Conti decidesse di approfondire la segnalazione del Comitato per l'acqua pubblica, verrebbero così passate in rassegna le decisioni e i comportamenti degli organi amministrativi delle partecipate Lario Reti, Idrolario e Idroservice, del Consiglio provinciale e dei Comuni soci, per accertare un eventuale danno erariale.

 

«Dai sindaci e dai politici in generale – prosegue ancora il Comitato – si sono avute soltanto dichiarazioni fragorose, ma nessun atto concreto. Devono capire che devono essere responsabili davanti ai propri cittadini, non ai capo bastoni del proprio partito. Dal canto nostro continueremo la nostra battaglia affinché la società che gestisce il servizio idrico sia un'azienda speciale».

 

Intanto le attese nomine dei due advisor esterni che avrebbero dovuto monitorare il processo di trasformazione di Idroservice in società di primo livello tardano ad arrivare, mentre le tempistiche necessarie al completamento dell'intero iter sembrano allungarsi sempre più.

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