Barzago, 15 aprile 2016   |  

Da Barzago all'Isis con il figlio. Anche le Iene cercano Alvin

In un servizio di Luigi Pelazza le foto della donna che lascia l'Italia da Orio al Serio e il legame con Salah Abdeslam che un anno dopo avrebbe organizzato la strage del Bataclan a Parigi.

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Le Iene riaccendono i riflettori sul caso della mamma di Barzago scappata in Siria per arruolare il figlio nell'Isis. Ieri sera infatti durante la trasmissione di Italia 1 Luigi Pelazza ha provato ad aiutare Afrim, il padre del bambino, a ritrovare il figlioletto avvalendosi di presunti mediatori.

Era il 12 Dicembre 2014 quando da Orio al Serio Valbona Berisha, 32 anni, parte con il figlio Alvin di 6 con un aereo per Istanbul. La donna, di origina albanese, sposata da 20 anni, da poco si è convertita all'Isis e ha deciso di portare il bambino in Siria, abbandonando il marito e altre due figlie.

Afrim ha raccontato alle Iene di come sua moglie nel giro di poco tempo si sia radicalizzata incominciando a mettere il velo integrale quando usciva o arrivava qualcuno a casa.

L'ipotesi più probabile è che Valbona sia stata convinta a portare il proprio bambino in Siria da conoscenze fatte su internet. Infatti nel telefonino della donna, racconta Pelazza, ci sarebbero tre indizi che vanno in questa direzione: la bandiera dell'Isis come foto profilo su Skype, una mail arrivata alla donna da un cittadino kosovaro – noto per essere un foreign fighters – che la informava di aver prenotato e pagato il biglietto aereo per Istanbul, la foto di Salah Abdeslam che l'anno seguente avrebbe organizzato l'attentato al Bataclan di Parigi. Inoltre presenti anche decine di foto di combattenti e tagliagole dell'Isis.

Immediatamente dopo la partenza della donna per la Siria – racconta ancora il padre - grazie all'applicazione di geolocalizzazione dell'iphone, Valbona è stata rintracciata a 30 km da Aleppo, in zona controllata dall'Isis. Poco dopo la donna si è fatta sentire dicendo che non le permettevano di tornare. Afrim racconta di aver parlato per un minuto con il figlioletto che gli avrebbe chiesto di andarlo a prendere, spaventato dai bombardamenti.

Afrim allora parte per la Turchia, al confine con la Siria, riuscendo a localizzare la moglie che però non accetta di tornare in Italia. Ad Alvin è stato dato il nuovo nome di Yousuff e ora frequenta la moschea fin dalle cinque del mattino.

In quell'occasione il padre però incontra un presunto mediatore che gli chiede prima 50mila e poi 250mila euro per riportargli il figlio che non sente da circa un anno. E qui che entrano in gioco le Iene per verificare il rischio di una truffa. Il piano di Pelazza è quello di riuscire a nascondere un geolocalizzatore in una macchinina che i mediatori dovrebbero consegnare al bambino per dimostrare di essere in grado di trovarlo. 

L'incontro avvenuto in Turchia però rivela che si tratta di un tentativo di truffa e che del piccolo Alvin a oggi non ci sono tracce.

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