Lecco, 25 luglio 2013   |  

Boscagli: "Fallimentare l'esperimento della chiusura del Ponte Vecchio"

Il capogruppo Pdl: "La viabilità troppe volte al collasso in orari di punta estivi non è tollerabile, tanto più in un periodo in cui le scuole sono chiuse e quindi la viabilità alleggerita. Come per via Ghislanzoni le ripercussioni sono anche economiche per i negozianti"

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Pubblichiamo la riflessione odierna di Filippo Boscagli, capogruppo Pdl in consiglio:

Sarà che oggi ci sono problemi nell’attraversamento del Barro. Sarà perché la gente nonostante l’attività educativa illuminata dell’amministrazione non ha ancora capito che l’auto è il male e dovrebbe muoversi con i mezzi pubblici o a piedi.

Sarà perché chi usa la macchina non ha ancora capito l’ottima occasione di poter apprezzare per lunghi minuti la bellezza del ponte trecentesco nell’attesa in coda invece che lamentarsi del traffico. Sarà che chiudere in continuazione strade (Via Ghislanzoni, la rotonda di Via Amendola, l’accesso alla stazione, l’accesso ai pullman di Via Cattaneo….) in una città come Lecco che di strade ne ha poche e di vie d’accesso ancor meno non sembra la soluzione migliore per migliorare il traffico cittadino.

Certo è che la sperimentazione della chiusura del Ponte Vecchio appare oggi assolutamente fallimentare. La viabilità troppe volte al collasso in orari di punta estivi non è tollerabile, tanto più in un periodo in cui le scuole sono chiuse e quindi la viabilità alleggerita. Come per via Ghislanzoni le ripercussioni sono anche economiche per i negozianti che si trovano a non avere più accesso di clienti in Via Visconti, con il totale disincentivo del passaggio dall’area intasata dalla chiusura della rotonda.

Si trovi in fretta una soluzione alternativa, non si può idealizzare il pedonalismo a tutti i costi (e lo dice chi in quella zona si muove quasi esclusivamente a piedi) e il cicloviabilismo totale di fronte all’evidente esigenza di migliaia di persone di muoversi in auto in città, non avendo nessuna reale alternativa. Non si può scegliere di bloccare una delle poche vie d’accesso mettendo in ginocchio commercianti e viabilità di varie zone come Corso Martiri, via Amendola e di 2 ponti su 3 perché è bello andare in bici e a piedi – bellissimo ci mancherebbe - o perché, come spesso si sente giustificare, “non ci sono alternative” ogni volta che non si sa come risolvere un problema.

Prima che a settembre ricomincino le scuole un’alternativa va trovata. Non possiamo ritrovarci in una situazione di caos come quella odierna quando nel più classico mercoledì di pioggia ci troveremo il traffico di chi porta i figli a scuola, il giusto passaggio di gente al mercato alla Piccola, Via Ghislanzoni eternamente chiusa per lavori, un ponte a mezzo servizio e la coda in Corso Martiri. Di fronte a quello scenario viabilisticamente apocalittico è sempre meglio ricordarsi che prevenire è meglio che curare, quindi si risponda subito prima che sia veramente insostenibile per cittadini e commercianti come già oggi si intravede