Lecco, 29 ottobre 2013   |  

Approvata la risoluzione Color44: anche Lecco chiede il referendum per l'autonomia lombarda

di Stefano Scaccabarozzi

Anche il consiglio provinciale lecchese, dopo quello di Brescia, richiede alla Giunta Maroni di muoversi nelle sedi competenti per una maggiore autonomia della nostra regione.

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Con il voto favorevole di Lega Nord e Pdl e quello contrario delle minoranze, il Consiglio provinciale di Lecco nella seduta di lunedì 28 Ottobre ha approvato un ordine del giorno in appoggio alla risoluzione Color44.

Nei fatti, come già avvenuto in Veneto, Villa Locatelli chiede al Consiglio regionale di approvare una risoluzione a favore del principio di autodeterminazione della Lombardia secondo il diritto internazionale.

Tale mozione, che nella versione approvata dalla Provincia di Lecco non parla di indipendenza, ma di maggiore autonomia, impegnerebbe il Presidente del Consiglio regionale della Lombardia ed il Presidente della Giunta regionale della Lombardia “ad attivarsi, con ogni risorsa a disposizione del Consiglio regionale e della Giunta regionale, ad avviare urgentemente con tutte le istituzioni dell’Unione europea e delle Nazioni Unite le relazioni istituzionali che garantiscano l’indizione della consultazione referendaria al fine di accertare la volontà del popolo lombardo in ordine alla propria autodeterminazione sino anche alla dichiarazione di indipendenza”.

La risoluzione in Lombardia è già stata approvata anche dalla provincia di Brescia e dai comuni di Vizzola Ticino (Va), Spirano (Bg), Adro (Bs), Martinengo (Bs), Alfianello (Bs), Trescore Cremasco (Cr), Rovato (Bs), Castrezzato (Bs), Cimbergo (Bs) e Castronno (Va).

Convinto invece il sostegno alla risoluzione della Lega Nord, che ha promosso l'ordine del giorno. Il consigliere leghista Pasquini, nel presenziare la mozione ha ricordato una frase del professor Miglio: "Con il consenso della gente si può fare di tutto, cambiare il governo, sostituire la bandiera, unirsi a un altro paese, formarne uno nuovo ".

 «Si tratta di una delibera folkloristica e mi stupisco del fatto che il gruppo Pdl-Fratelli di Italia possa sostenere questa risoluzione. Dove è finita la destra nazionale? Mi pare una richiesta antitetica alla storia del nostro Paese», si chiede Alessandro Pozzi di Sel.

 «Qualsiasi azione dimostrativa e pacifica che evidenzi come la nostra terra (Lombardia e Nord) purtroppo sta pagando un prezzo altissimo al valore dell'unità nazionale in termini socio-economici, è comunque positiva. Ritengo comunque che chiedere o auspicare il pronunciamento del popolo sia sempre giusto. Sottolineare queste questioni è un bene per mantenere alta l'attenzione, anche se fatto con un po' di folklore»: ha invece sottolineato Daniele Nava, presidente della Provincia di Lecco.

 «Come gruppo Pdl-Fratelli d'Italia – spiga il capogruppo Christian Malighetti - avremmo potuto levarci dagli impicci facilmente chiedendo alla Lega di non presentare in Consiglio provinciale questa proposta. Ma abbiamo voluto cercare una sintesi delle diverse sensibilità, togliendo il riferimento all'indipendenza perché per noi l'Italia è una, unica e indivisibile. Abbiamo quindi rivendicato la possibilità di pronunciarsi per i cittadini su una maggiore autonomia».

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