Lecco, 19 maggio 2016   |  
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Amianto: un pericolo di cui si deve continuare a parlare

Mercoledì sera in Sala Ticozzi c'è stata la proiezione del film “Un posto sicuro” di Francesco Ghiaccio

serata amianto film

Ancora oggi l'amianto continua a essere un nemico pericoloso e silenzioso di cui, purtroppo, si parla troppo poco. Per sensibilizzare un numero sempre maggiore di cittadini su questo importante tema, l'associazione Gruppo Aiuto Mesotelioma ha organizzato mercoledì sera in Sala Ticozzi la proiezione del film “Un posto sicuro”. «Anche a Lecco il problema dell'amianto è ancora molto sentito – racconta Cinzia Manzoni, presidente dell'associazione – ed è per questo che abbiamo deciso di portare anche nella nostra città questa pellicola che da quando è uscita, lo scorso dicembre, ha fatto il giro di mezza Italia. Racconta la storia d'amore tra un padre e un figlio e ruota intorno all'amianto, alla paura della malattia, ma soprattutto racconta molto bene la rabbia che ogni vittima della amianto prova per quella che va considerata a tutti gli effetti un'ingiustizia».

Presente in sala anche il regista Francesco Ghiaccio, che ha spiegato come è nata l'esigenza di raccontare questa storia: «Sono cresciuto a Casale Monferrato, quini questa storia l'ho sempre vissuta in prima persona. Nel 2009 è cominciato il grande processo contro la fabbrica dell'amianto e allora ho scoperto tante nuove storie. Ho coinvolto in questa ricerca anche Marco D'Amore, il protagonista del film, che ha scritto con me la sceneggiatura e insieme abbiamo capito che questa storia andava raccontata. Purtroppo però in Italia si parla ancora troppo poco di amianto e se ne parla solo in occasioni particolari, come i processi».

A rompere questa cortina di silenzio sono quindi le storie. Storie come quelle raccontate dal fil “Un posto sicuro” o come quelle raccolte nel libro “Morti di Progresso” di Daniela Trollio e Michele Michelino, anche lui presente in Sala Ticozzi mercoledì sera. «Questo libro racconta racconta la lotta degli operai della grandi fabbriche di Sesto San Giovanni e in particolare le storie di tre vittime dell'amianto ma anche della burocrazia. Sono solo pochi esempi di quello che ancora accade nel nostro Paese, dove oltre alla lotta con la malattia spesso ci si deve imbarcare anche in una lotta con le istituzioni per vedere riconosciuti i propri diritti».

La situazione a Lecco e provincia è allarmante: Attualmente ci sono, censiti, 71 mila metri cubi di amianto, una quantità pari a un palazzo di 13 piani pieni. Per quanto riguarda l'indice di mortalità Lecco è seconda solo a Broni, comune in provincia di Pavia sede di Fibronit, stabilimento di materiali per l'edilizia in amianto.

Per chi volesse maggiori informazioni, si ricorda che ogni quindici giorni, dalle 9 alle 12, è presente in Comune lo Sportello Amianto promosso da Gruppo Aiuto Mesotelioma.

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