Lecco, 30 gennaio 2014   |  

Al Manzoni eccezionale intervento di Chirurgia Plastica su una bambina di due anni

La piccola paziente era affetta da una estrema rarità eziopatogenetica dovuta ad una complicanza da varicella

chirurgia plastica lecco

Straordinario intervento di chirurgia plastica e trattamento medico, all’Ospedale Manzoni di Lecco, su una piccola paziente affetta da una estrema rarità eziopatogenetica dovuta ad  una complicanza da varicella. Il caso della bambina, che è stata sottoposta a più e successive  operazioni chirurgiche presso il nosocomio lecchese, trova a tutt’oggi difficile riscontro nella letteratura scientifica internazionale.

Caso clinico

La piccola C. , due anni, giunge all’Ospedale Manzoni, lo scorso luglio, con un gravissimo problema causato da una complicanza, estremamente rara, da varicella. C. presenta gravi manifestazioni emorragiche a livello della pelle e del sottocute delle cosce, con vaste aree necrotiche. 

Accolta nella Struttura di Pediatria, guidata da Luciano Beccaria,  la bambina viene successivamente visitata anche da Tommaso Guzzetti, responsabile della Chirurgia Plastica dell’Azienda Ospedaliera lecchese, che conferma l’estrema criticità e peculiarità, del caso. “Spiego ai genitori – racconta oggi il chirurgo plastico – la gravità del caso, il lungo e complesso  iter chirurgico che ci aspetterà, ricco di rischi e probabili complicanze. Spiego la difficoltà della ricostruzione che, in un caso come questo, è lasciata  completamente all’esperienza e capacità progettuale del chirurgo: una capacità  quanto mai innovativa e non suffragata da prove certe riscontrate in letteratura”.

La piccola C. viene sottoposta ad un intervento chirurgico per il risanamento delle aree degli arti inferiori colpite dalla particolare rarità eziopatogenetica. Dopo tre settimane da questo primo intervento, la bambina viene nuovamente operata da Tommaso Guzzetti per la ricostruzione del derma, la parte più profonda della pelle. Viene impiegata una membrana biologica di derma precostituito in laboratorio, utile a ricoprire anche le fasce muscolari in profondità.

La piccola paziente richiede, però, ulteriori episodi interventistici, in tre occasioni consecutive, che permettono allo specialista del Manzoni di ricoprire, e modellare definitivamente, le perdite di sostanza causate dalla malattia. Viene utilizzato , coltivato in laboratorio,  anche uno strato di cheratinociti (le cellule che costituiscono lo strato superficiale della pelle). Il decorso postoperatorio è privo di complicanze e segnato da un susseguirsi di medicazioni attente, precise e pressoché quotidiane. C. viene dimessa, dopo un lungo iter ospedaliero, senza alcuna cicatrice aggiuntiva, oltre a quella causata dalla malattia.

Tommaso Guzzetti

Il lecchese Tommaso Guzzetti  è responsabile dal 2013, all’interno del Dipartimento di Area Chirurgica, dell’attività di Chirurgia Plastica dell’Azienda Ospedaliera. In passato, il chirurgo ha operato all’Ospedale Sant’Anna di Como, al San Gerardo di Monza e presso l’Istituto di Scienze Medico-Chirurgiche “San Donato” di Milano.

In verità Guzzetti, già dal 2008, ha collaborato in più occasioni con l’Azienda Ospedaliera di Lecco, presso i presidi ospedalieri Manzoni e Mandic,  per interventi di chirurgia ricostruttiva particolarmente impegnativi. Significativa e corposa anche la sua esperienza all’estero: in Spagna, alla Clinica Sant Honorat di Barcellona; in Scozia, al Canniesburn Hospital di Glasgow; negli Stati Uniti, prima a New Orleans, al Medical Center dell’Università della Louisiana, poi all’Harvard Medical School di Boston.

Vale la pena ricordare che Tommaso Guzzetti, nel 1997, è stato il primo in Italia (e tra i primi dieci chirurghi plastici al mondo), a realizzare un intervento chirurgico “per la ricostruzione della mammella utilizzando i lembi sulle perforanti. Intervento di Microchirurgia molto impegnativo che, a tutt’oggi, si esegue solo in pochi Centri d’Italia” , spiega lo specialista dell’Azienda Ospedaliera di Lecco.

 

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