Valgreghentino, 28 agosto 2014   |  

A tu per tu con Miriam Sylla: dal Grenta alla serie A di pallavolo

di Mario Stojanovic

Il primo settembre riprenderà gli allenamenti con la Foppapedretti Bergamo: un anno alla ricerca di conferme, sognando le Olimpiadi.

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Abbiamo incontrato nei giorni scorsi, durante una pausa in casa dei genitori a Valgreghentino la giocatrice di pallavolo Miriam Sylla, che milita per il secondo anno consecutivo nella Foppapedretti Bergamo in serie A per un'intervista esclusiva nella quale ha raccontato la sua vita sportiva e famigliare.

"Sono nata l'8 gennaio del 1995 a Palermo - racconta Miriam con uno spiccato accento orobico - e sin da piccola i miei genitori, papà Abdoulaye e mamma Salimata di origini ivoriane, mi hanno dato la possibilità di intraprendere tutte le varie discipline sportive: dal rugby al calcio, all'atletica leggera a tal  punto che anch io non sapevo cosa scegliere anche perché volevo diventare ballerina classica. Ricordo, ero in quinta elementare, quando un pomeriggio passoò da casa mia cugina Mariam che giocava a volley nel Grenta invitandomi con lei in palestra per allenarmi con il coach, da me amatissimo, Alberto Brambillasca. Con lui rimasi 2 anni".

"Poi - continua Miriam - trascorsi altre due stagioni nell'Olginate e proprio nella piccola palestra delle scuole medie qualcuno mi notò e m'invitò a partecipare al torneo delle province lombarde, chiaramente nella squadra di Lecco: ci classificammo al quarto posto. Da li iniziò la mia ascesa: nell' Orago (Varese) nel 2010 dove vinsi lo scudetto under 16, il titolo under 18 con Villa Cortese e nel 2012 la prima convocazione in nazionale".

Mentre ci sta raccontando il suo curriculum sportivo da favola Miriam è tranquilla, serena e umile, quasi parlasse di un'altra persona: a soli 19 anni ne ha già fatta di strada."Ricordo la prima partita in serie A con la Foppapedretti: fu contro Novara e salendo dagli spogliatoi in campo mi spaventai vedendo l'immenso pubblico e sentendo i cori dei tifosi, fu proprio in quell'attimo che mi resi conto di essere approdata in serie A. Devo dire che i miei genitori mi sono sempre stati vicini: per loro avrei un sogno nel cassetto, quello di essere io il loro genitore, cioè di riuscire a non farli più lavorare ed essere io a mantenerli,r icambiando quello che hanno fatto loro per me in questi 19 anni".

"Altri due sogni - conclude la Sylla -sarebbero quelli di regalare  una bella cucina nuova per mamma e un auto per papà magari facendogliela trovare impacchettata sotto casa con un fiocco rosso. Lunedi prossimo, Primo Settembre inizierò la preparazione atletica con le mie compagne di squadra per il prossimo campionato: per me sarà un anno di conferme. Il mio grande obbiettivo sportivo e di dare il massimo per questa società e spero di riuscire un giorno futuro a partecipare alle Olimpiadi con la nazionale italiana".

Nel frattempo mentre Miriam è tra le mura domestiche  i genitori ed i fratelli minori, Coumba e Malik se la coccolano con tanto amore .La nostra giovane atleta lecchese, oltre che essere un'ottima giocatrice è indubbiamente dotata di valori umani: onestà, umiltà, serietà professionale, trasparenza e il grande amore per la sua semplice e bella famiglia.

 

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