Lecco, 26 ottobre 2015   |  

"Nessun turista in più con le statue ripulite. Puntiamo sui parchi letterari "

Paolo Trezzi: "Nessuna statua di Lecco ripulita è funzionale a portare un turista in più. Puliamole per noi. Ma non vendiamolo come volano al turismo".

inaugurazione stoppani bis 2

Un momento dell'inaugurazione del restaurato monumento allo Stoppani

Caro Direttore,

la Statua dello Stoppani (a prescindere dall’opacità dei costi) pulita e messa a nuovo è, ovviamente, molto meglio che sporca e rotta. Ma non porta un turista in più. Nessuna statua di Lecco ripulita è funzionale a portare un turista in più. Puliamole per noi. Ma non vendiamolo come volano al turismo.

 

1) Questo fine settimana inizia a Lucca Comics&Games un appuntamento di fumetti, animazione, giochi di ruolo, videogiochi e del fantasy. Ogni anno cresce di presenze, introiti e indotto. Quest’anno sono previste oltre 500.000 persone, più della metà han pagato un biglietto per esserci. Da 20 euro al giorno. Lucca i più dei visitatori della “Fiera” è ritenuto che non l’abbia mai vista prima. Lucca non è nemmeno il doppio di Lecco. Comics&Games è stata un’idea del Comune che ancor oggi , dopo anni, ne è garante insieme ad altri. Noi facciamo la guerra a Malgrate quando, per un giorno, organizza il Mercato del Forte perché ci ruba compratori di mutande nelle bancarelle.

 

2) Le Valli Bergamasche, solo più organizzate certo non più belle di Lecco e della Valsassina, dal 2010 si sono messe assieme – non centra nulla la GrandeLecco – e 44 Comuni, 300 operatori commerciali e una cinquantina di imprese, han creato Promoserio, l’agenzia di sviluppo turistico delle valli bergamasche Seriana e di Scalve. Il partenariato pubblico-privato più grande delle Alpi Lombarde. 5 anni fa, non un secolo. Una sinergia che si è tradotta in un modello organizzativo vincente. Su molteplici attività. Dalla costruzione del prodotto turistico all’arte, dalla neve alle attività sportive e i sapori. Passando per le nuove forme di ricettività con il sistema degli affitti turistici alla gestione manageriale dei Distretti del Commercio che qui in Comune gli Assessori manco sanno cosa sono (vedasi l'Accordo del 12/1/09) Il tutto per valorizzare una terra ricca di Storia e di attrazioni.

 

Noi facciam suonar la Banda per la lucidatura di una Statua. Noi siamo da meno? A vedere questi anni amministrativi e le (non) proposte pare, purtroppo, di sì.

 

3) Non riusciamo nemmeno a pensare che Lecco non è una monade isolata ma un centro della 3a più vasta area urbana d'Europa, quella di Milano. Servirebbe per rendersi conto dei nostri limiti ma anche delle potenzialità, cioè di avere un'utenza potenziale amplissima. Se lo avessimo chiaro non riprodurremmo quello che si può trovare, e molto meglio, a pochissima distanza. Ad es. è velleitario pensare di poter far concorrenza, nel campo dell'arte moderna e contemporanea, con i 34 quadri di Palazzo delle Paure, alle gallerie del Novecento o a quelle di Arte Moderna e Contemporanea di Milano e Bergamo, e neppure ai Musei d'arte moderna, ricchissimi, di Lissone o Gallarate o Cinisello. Ma finché riteniamo che l'attività espositiva può essere "affare" dell'Assessore di turno, che agisce secondo i suoi interessi e conoscenze personali, come è successo troppo spesso, invece che un'attività da pianificare attentamente con indagini ad ampio raggio sul pubblico, i trasporti, l'accessibilità culturale, il marketing culturale, la comunicazione ecc.. Un lavoro per professionisti e di equipe, necessariamente con pianificazioni a medio-lungo termine, campa cavallo.

 

4) Riusciamo una volta a potenziare le peculiarità locali? Cioè le cose del territorio che soltanto qui possono essere viste? AJàsnaja Poljàna, la casa di Tolstoj, arrivano da ogni parte del mondo, ogni anno, oltre due milioni!! di visitatori. Un risultato non così eclatante, ma sicuramente molto interessante, lo otterrebbe un Parco a Tema Manzoniano, visto che solo qui da noi potrebbe esistere e i visitatori devono, per visitarlo, venire per forza qui. Oggi, nelle orribili condizioni in cui è Villa Manzoni – si è aspettato una perizia di possibile rischio crollo, per far mettere soldi al Comune - attira ancora 40.000 visitatori all'anno e Villa Monastero, per la sua straordinaria posizione sul lago, ne attira quasi altrettanti. L’Assessore precedente osannato, s’è battuto per l'Isola Viscontea e intanto stava andando a pezzi Villa Manzoni. Quello di oggi, dell’Arci, è lì perché, ha detto il Sindaco, è brava a reperir risorse. Per le idee, pare, stiamo a zero. E come sempre a Lecco, avremo i soldi e li sprecheremo. 

 

Forse è necessario un Governo ombra, seminatori di ragionamenti. I Daccò, gli Scotti, i Lionello Colombo, gli Alessandro Bario, gli Angelo Rusconi, i De Battista, i Sampietro…ottimi contadini. Bisogna, credo, iniziare a trovare un campo, sceglierlo. Con o senza Amministratori. Il parlarne è già un inizio di aratura.

 

5) Partiamo da quello che siamo, da quello che ci appartiene, da quello che è nel dna del nostro territorio. Quali sono, stringi stringi, le peculiarità di Lecco? La letteratura e il fil de fer. Ragionare su istituire dei parchi letterari (anche) pluritematici, credo sia essenziale e abbastanza facile. Partendo certo dal Manzoni, che è la nostra icona principale, ma allargando la cosa ad un più ampio spettro: i "salotti" letterari del Lecchese, quello di Agudio a Malgrate, della Venini a Varenna; c'è il grande patrimonio del Parini che è lì solo da sfruttare, ci sono le suggestioni fogazzariane, c'è da promuovere i "bellanesi": Tommaso Grossi, e il grande Sigismondo Boldoni, recentemente riportato "alla luce" dagli ottimi studi del professor Minonzio; c'è poi tutta la questione legata alla Scapigliatura a Maggianico e alla realtà che ruotava attorno all'albergo del Davide.

 

C'è anche la Brianza, dove Foscolo passò e ripassò e vi scrisse anche pagine importanti, e vi è persino il Monti. E di Gadda dove nella sua “La Cognizione del dolore” è ritratto il nostro territorio. Non ultimo la valsassinese Antonia Pozzi, che è un affermato valore aggiunto. Insomma, a voler ben vedere di carne al fuoco ce n'è e forse anche troppa. E quel bel personaggio che fu lo Stoppani. Le tre opere più lette nel e dell'ottocento italiano sono i Promessi Sposi, il Belpaese e Pinocchio. Fate un po' voi!

 

Noi qui invece applaudiamo le imprese delle imprese di pulizia. Facciam suonar la Banda per la lucidatura di una Statua.

Paolo Trezzi

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