Lecco, 14 dicembre 2012   |  

'Aspettiamo qualcuno': il messaggio del cardinale Scola ai bambini

La lettera di Natale dell'Arcivescovo di Milano ai fanciulli della nostra Diocesi.

bambini disegni

Natale è sicuramente la festa più attesa di tutte le feste dell’anno.
Tutti i bambini l’aspettano.
Man mano che i giorni passano, l’attesa aumenta.
Le strade si riempiono di luci e molte anche di musica.
Qua e là spuntano gli zampognari.
Si fa il presepe, l’albero di Natale, a scuola e all’oratorio si preparano
recite e spettacoli, nelle classi dei più piccoli tra voi
c’è un gran fervore di “lavoretti”, molti hanno il calendario
dell’Avvento e ogni giorno aprono
una porticina.

Si scrivono lettere a Gesù Bambino o a Babbo Natale,
che mi piace immaginare come un vecchietto simpatico
che gli fa da fattorino, per alleggerirgli un po’ il lavoro.
Gli ultimi giorni poi c’è un gran correre:
negozi e centri commerciali, stazioni e aeroporti si riempiono di gente.
In cucina le mamme, le nonne, le zie fanno a gara per preparare
un pranzo speciale: a Natale ci si ritrova tutti insieme in famiglia.

Voglio farvi una domanda:
a Natale si aspetta qualcosa o si aspetta qualcuno?
“Tutte e due!” Mi direte voi. In un certo senso avete ragione.
Ma io ci tengo a farvi riflettere su una cosa: che cosa è più bello?
Che cosa vale di più: aspettare qualcosa o aspettare qualcuno?

Pensate all’attesa di un regalo, magari desiderato a lungo,
e poi all’attesa di qualcuno.
Pensate a quando aspettate il papà o la mamma
che la sera tornano dal lavoro. Magari qualcuno riesce a tornare
solo una volta la settimana, forse anche di meno…
Oppure pensate a una mamma che aspetta un bimbo.
C’è una differenza? qual è la differenza?
Quando l’attesa di qualcosa finalmente si realizza,
quando arriva il regalo sospirato voi siete felici,
ma dopo due o tre giorni la gioia si spegne.
E non è difficile che il regalo finisca in un angolo, dimenticato.
Quando invece si compie l’attesa di qualcuno:
quando il papà o la mamma arrivano,
quando il bambino nasce, niente finisce.
Anzi è più bello di prima.
Inizia una nuova avventura.

Con il Natale – lo dice la parola, che significa nascita –noi aspettiamo soprattutto Qualcuno.
Pensate: già secoli prima che Gesù nascesse i profeti lo aspettavano!
Durante la messa di Natale sentiremo la testimonianza del profeta Isaia:
«La vergine darà alla luce un figlio:
a lui sarà dato il nome di Emmanuele, che significa “Dio con noi”».
A Natale noi aspettiamo Lui, Gesù bambino, il Figlio di Dio
che ha voluto farsi uno di noi per essere il Dio vicino
e farci compagnia per sempre.
Il regalo più bello è Gesù.
Tutti gli altri regali che aspettiamo sono segno di Lui.
Vi voglio dire un’ultima cosa.
Sapete qual è il segreto per non stancarci delle
cose che ci vengono regalate? Condividerle con altri.
«C’è più gioia nel dare che nel ricevere» ha detto Gesù ai suoi amici.
E Lui era uno che di gioia se ne intendeva!

Aspettiamo dunque con gioia Gesù. Buon Natale!

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